SVIZZERA: Finalmente si mette in regola con l’Unesco.

In vigore dal 1° giugno le nuove norme sul trasferimento internazionale dei beni culturali in uno dei più ricchi mercati del mondo, in passato zona franca per trattative non sempre trasparenti: particolarmente colpito il commercio archeologico.

Il 13 aprile il Consiglio federale ha approvato l’ordinanza sul trasferimento internazionale dei beni culturali (Otbc) che entrerà in vigore, unitamente alla legge sul trasferimento internazionale dei beni culturali (Ltbc), il 1 giugno 2005.

Assieme agli Stati Uniti d’America, alla Gran Bretagna, alla Francia e alla Germania, la Svizzera è una delle principali piazze mondiali per il commercio dell’arte. La nuova legge sul trasferimento dei beni culturali (Ltbc) adatta la legislazione svizzera alle norme internazionali, ossia alla “Convenzione Unesco del 14 novembre 1970 concernente le misure da adottare per interdire e impedire l’illecita importazione, esportazione e trasferimento di proprietà dei beni culturali”. Questo trattato multilaterale formula i principi fondamentali per la protezione dei beni culturali e definisce le prescrizioni minimali di misure legislative, amministrative e di diritto internazionale per impedirne il commercio illegale. Ad oggi, più di cento paesi l’anno ratificata, tra cui l’Italia, la Grecia, la Gran Bretagna, il Giappone, la Spagna, la Francia e gli Stati Uniti d’America.

L’Assemblea federale aveva già approvato il 20 giugno 2003 la legge federale sul trasferimento internazionale di beni culturali, atta a trasporre le misure della Convenzione Unesco del 1970 nel diritto svizzero, aprendo così la via alla ratificazione della Convenzione da parte della Svizzera il 3 ottobre 2003 e permettendone l’entrata in vigore il 3 gennaio 2004. La Legge include disposizioni sull’importazione e l’esportazione di beni culturali, sulla loro restituzione se importati illecitamente dal loro paese d’origine e sul loro commercio. Comprende inoltre misure destinate al miglioramento della protezione del patrimonio culturale sia svizzero che degli altri paesi, nell’intento di favorire qualsiasi scambio internazionale di opere d’arte.

L’ordinanza sul trasferimento internazionale dei beni culturali (Otbc) contiene le prescrizioni d’esecuzione della Legge (Ltbc). In particolare, regola il dovere di diligenza al quale sono tenuti a conformarsi, a partire dal 1 giugno 2005, i mercanti d’arte e le persone operanti nelle aste pubbliche, dovere che impone innanzitutto di stabilire l’identità del cliente, un passo destinato a impedire qualsiasi transazione anonima. In aggiunta, gli operatori dovranno tenere un registro delle acquisizioni nel quale figureranno tutti i dettagli relativi a ogni bene culturale da loro trattato.

La Legge (Ltbc) e l’Ordinanza (Otbc) rispettano, nel limite del possibile, il principio di autoresponsabilità dei mercanti d’arte, imponendo loro tuttavia nuovi obblighi di attenzione in materia d’importazione e di trasferimento di beni culturali. Particolarmente colpito è il commercio di oggetti archeologici ed etnografici.

L’entrata in vigore della Ltbc e della Otbc, che non hanno effetto retroattivo, comporterà inoltre delle nuove formalità di dogana sia per le esportazioni che le importazioni di beni culturali. Ai collezionisti privati è raccomandato di redigere entro il 1 giugno 2005 un inventario sullo stato attuale della loro collezione, cosicché in caso di controversia possano essere in grado di provare che erano già in possesso dell’oggetto in questione prima dell’entrata in vigore dei due atti legislativi. Con questa risoluzione, la Svizzera va a soddisfare finalmente le esigenze imposte dalla Convenzione dell’Unesco del 14 novembre 1970. Le versioni definitive dei due atti legislativi sono consultabili sul sito Internet dell’Ufficio federale della cultura www.bak.admin.ch, sotto la voce “Trasferimento di beni culturali”.

Autore: Gaia Regazzoni

Fonte:Il Giornale dell’Arte