San Paolo e San Lotto: Grande Brera il 31 dicembre 2002

Sembra finalmente avviata alla conclusione la storia infinita della Grande Brera. Il 9 febbraio scorso il ministro Melandri ha infatti siglato, insieme a Gianni Zandano, presidente della Fondazione San Paolo, ed Ennio Brion, presidente dell’Associazione Amici di Brera, la convenzione che permetterà di portare a compimento un progetto pensato fin dai primi anni Settanta dall’allora soprintendente Franco Russoli, avviato nel 1988 grazie proprio al San Paolo, quando la progettazione di Palazzo Citterio (il palazzetto settecentesco affacciato su via Brera che offrirà altri ottomila metri quadrati alla Pinacoteca di Brera) fu affidata a James Stirling, e poi interrotto, rinviato, quasi dimenticato a causa di mille traversie: dalla scomparsa del progettista al franare delle fondamenta di Palazzo Citterio, che richiedono importanti lavori di consolidamento. La nascita della Grande Brera si colloca fra i primi e più importanti progetti avviati dal Ministero sul sistema museale italiano, insieme al raddoppio delle Gallerie dell’Accademia a Venezia, alla reggia di Venaria, ai Grandi Uffizi, alla reggia di Caserta, e ai progetti sul contemporaneo. La Pinacoteca di Brera ha straordinarie potenzialità, anche per il Novecento, ma le sue collezioni erano finora troppo compresse, e mancavano quegli spazi di accoglienza e quei servizi che fanno di un museo un luogo vivo. Soddisfatta per il concorso di forze pubbliche (il Ministero) e private sia profit (San Paolo, mecenate ormai " storico" della Grande Brera) che non-profit (Amici di Brera), il ministro Melandri ha fornito anche numeri e date, perché solo dandoci scadenze certe e finanziando sin dall’inizio i nostri progetti, ha detto, siamo riusciti a rispettare al secondo gli impegni presi, dalla Galleria Borghese alla Domus Aurea. Otto miliardi e settecento milioni costituiscono dunque l’ingente contributo della Fondazione San Paolo, mentre il Ministero è pronto sin d’ora a investire 23 miliardi nel prossimo triennio, provenienti dai fondi raccolti con il Lotto. Quanto ai tempi, il cantiere della Grande Brera dovrebbe concludersi il 31 dicembre del 2002. Nelle prossime settimane la Soprintendenza per i Beni architettonici bandirà la gara per i lavori di consolidamento dei sotterranei, già interamente progettati, ed entro il 31 marzo 2001 si prevede di completare l’intera progettazione esecutiva di tutti gli interventi. L’obiettivo, dice il Ministro, è quello di riaccendere i riflettori su uno dei musei più importanti d’Italia, i cui visitatori (180-200 mila all’anno), sebbene siano più che decuplicati negli ultimi 20 anni, non sono proporzionati all’importanza delle sue raccolte. Quanto alla destinazione dei nuovi spazi, il soprintendente ai Beni artistici Bruno Contardi ha fatto notare che molto è cambiato da quando Russoli pensò alla sua Grande Brera; che il suo contemporaneo è ormai storicizzato e che perciò il suo progetto andava attualizzato. Palazzo Citterio è ora destinato a diventare il luogo del collezionismo milanese, il luogo della memoria di quella borghesia che tra Ottocento e Novecento ha fatto grande Milano. Famiglie che spesso hanno formato raccolte importantissime e, spesso, le hanno poi donate alla Pinacoteca. Sarà un contributo alla storia della città. Degli ottomila metri quadrati di Palazzo Citterio, circa quattromila saranno destinati alle collezioni permanenti; gli altri offriranno spazio a uffici e grandi mostre (molti milanesi ricordano le due uniche mostre che vi si tenne per volere di Carlo Bertelli, allora soprintendente: quella di Burri e " Gli ori di Tarante" ). Delle opere antiche, ha aggiunto Bruno Contardi, quelle arrivate a Brera prima del 1815, resteranno nel palazzo storico. A Palazzo Citterio si snoderà invece il percorso dal Canaletto e da Belletto, attraverso l’Ottocento (con il celeberrimo " Bacio" di Hayeze e " Fiumana" di Pellizza da Volpedo, tra gli altri) e il Novecento. E qui saranno ospitate la donazione Jesi e il lascito di Lamberto Vitali (a questo collezionista sarà dedicata una mostra entro la fine dell’anno), con i loro Picasso, Boccioni, Morandi. In tal modo potranno essere esposte nel palazzo storico opere importantissime, come gli affreschi staccati del Luini, che finora giacevano nei depositi. Lì dovranno poi restare tutti gli istituti teresiani, che tuttavia hanno bisogno di spazi ulteriori, poiché se cresce il patrimonio sia della Pinacoteca che della Biblioteca Braidense, crescono anche gli studenti dell’Accademia, ai quali è stata opportunamente destinata dal Comune, per i corsi di scenografia, una vasta area dell’Ansaldo, proprio a fianco dei laboratori scenografici della Scala. L’obiettivo, ha poi sostenuto Gianni Zandano, è quello di fare della Pinacoteca di Brera (le cui due sedi, indipendenti ma vicine, saranno collegate attraverso l’Orto Botanico di Brera) il primo museo davvero vivibile d’Italia: un museo in cui le famiglie potranno entrare e trascorrervi l’intera giornata.

Fonte:Il Sole-24 Ore