ROMA: Restauro consolidamento e recupero funzionale del “Casino Nobile di Villa Torlonia”.

Inquadramento storico
Il Casino Nobile è l’edificio principale del Complesso di Villa Torlonia. La storia “moderna” della Villa ha inizio nel 1797, quando Giovanni Torlonia acquistò dai Colonna una Vigna sulla Via Nomentana, di cui commissionò il restauro e l’ampliamento all’architetto Giuseppe Valadier.
Successivamente, nel 1830, il figlio di Giovanni Torlonia, Alessandro, diede l’incarico all’architetto Giovan Battista Caretti di ristrutturare ed ampliare l’intero complesso della Villa; l’intervento si concentrò sul prospetto nord prospiciente Via Nomentana, con l’intento di donare all’ingresso principale del palazzo monumentalità e nobiltà; sulla facciata nord aggiunse un grandioso pronao ionico, di gusto palladiano, costituito alla base da un atrio coperto e, superiormente, da una loggia con dieci colonne ioniche di ordine gigante, il tutto coronato da un timpano decorato in rilievo.
Il Caretti, inoltre, sostituì sui lati est ed ovest del palazzo, le ali rettangolari del Valadier con porticati dorici semicircolari, due per ogni lato.
A questo periodo appartiene anche la cosiddetta “Sala Ipogea”, una sala circolare, completamente interrata nelle immediate vicinanze del Casino, affrescata come una tomba etrusca, inesplorata fino ad oggi e ritrovata nel corso dei lavori.
Le ultime e più recenti modifiche al Casino Nobile si devono a Benito Mussolini che, dal 1925, ne fece la propria residenza. L’aggiunta più importante di questa fase consiste nella costruzione di due bunker, interamente interrati, uno anti-gas e uno anti-aereo.
Tra il 1944 ed il 1947, la Villa fu requisita dal Comando Anglo-Americano e, purtroppo, in questo breve periodo vennero procurati molti danni sia agli edifici che al Parco.
Da allora la Villa è rimasta in abbandono fino alla fine degli anni Settanta, quando fu acquistata dal Comune di Roma, il quale cercò di arginare il degrado della struttura, realizzando alcune opere di presidio. Le murature, i solai, ed anche le fondazioni presentavano segni di cedimento; particolarmente preoccupante era la situazione della sala di Bacco, dove tutta la parte centrale del soffitto era crollata(con la perdita irreparabile delle decorazioni ad affresco) e la parte rimanente versava in precarie condizioni di stabilità. Meno gravi, ma sempre precarie, erano le condizioni della volta della sala di Alessandro, dove la caduta d’intonaci era cospicua ed era a rischio la conservazione degli affreschi, tanto che due riquadri sono stati staccati e collocati su nuovi supporti.
All’inizio dei lavori, gran parte della decorazione architettonica esterna, come le cornici e le lesene, erano ormai crollate, dilavate e corrose dal tempo; gli infissi e le persiane erano in condizioni precarie.
All’interno dell’edificio, gli apparati decorativi erano in decadenza: molte pitture, i gessi e le cornici, mostravano immense lacune e le stesse impalcature di sostegno delle volte erano fatiscenti.

Finalità e criteri dell’intervento di restauro
La “filosofia” dell’intervento è stata quella di “conservare” l’integrità della Villa in tutte le sue parti ed in tutti i suoi aspetti stratificatisi storicamente, eliminando solo le superfetazioni incongrue con l’assetto conseguito nel tempo.
Il recupero funzionale del Casino Nobile di Villa Torlonia è stato finalizzato al ripristino della configurazione architettonica che l’edificio aveva nell’Ottocento, attraverso l’eliminazione delle superfetazioni novecentesche e l’adeguamento alle normative esistenti, per garantire la fruizione futura e lo svolgimento delle attività previste, come edificio di rappresentanza, museo di se stesso e sede della Scuola Romana.
L’atrio di accesso al fabbricato è stato riportato al suo originario aspetto; sul fronte sud dell’edificio è stata ripristinata la terrazza sul piccolo portico posteriore ed è stato riportato alla luce il finestrone semicircolare tripartito che il Valadier aveva realizzato per illuminare la Sala da Ballo.
Nell’intervento sono stati aggiunti alcuni bagni per adeguare l’edificio alle nuove esigenze ed alle normative attuali; nel rispetto del superamento delle barriere architettoniche e della fruibilità dell’intero fabbricato è stato sostituito il montacarichi esistente con un ascensore.
Tutti i solai e le strutture voltate sono state consolidate e verificate, intervenendo in alcuni casi per rinforzare e adeguare la struttura ai carichi attuali, ricostruendo talvolta gli elementi portanti delle volte; in altri casi è stato necessario realizzare un nuovo solaio superiore, indipendente dalla volta sottostante, per alleggerirla dai carichi eccessivi.
Nel corso dei lavori e, soprattutto durante le demolizioni, è stato possibile rileggere la storia dell’edificio: infatti, le numerose lesioni emerse erano principalmente dovute alla scelta di materiali di scarsa qualità e alla realizzazione delle superfetazioni aggiunte nel corso dei secoli, che avevano sollecitato eccessivamente le strutture murarie.
Ogni scelta progettuale ed ogni decisione di intervento, dal punto di vista del consolidamento delle volte e delle murature, ma anche tecnologico per gli impianti, è stata presa in funzione del rispetto delle decorazioni parietali, dei controsoffitti e delle pavimentazioni.
L’adeguamento degli impianti tecnologici è stato realizzato con diverse modalità al fine di garantire al massimo la conservazione degli apparati decorativi e assicurare il confort ambientale per i visitatori.
Al piano terra è stato inserito un impianto di riscaldamento a pavimento a elementi radianti; le pavimentazioni esistenti in legno, oltremodo degradate, compresa quella della Sala da Ballo sono state sostituite da una nuova pavimentazione in marmo.
Al primo piano, sono stati utilizzati i numerosi cavedi con le relative bocchette, che erano presenti nelle murature dell’edificio, per il passaggio di tutti gli impianti e per la diffusione del riscaldamento.
All’ultimo piano, invece, essendo un livello di servizio, dedicato alle cucine e, probabilmente, agli alloggi del personale di servizio, è stato realizzato un classico impianto a radiatori a muro.Infine, l’impianto di illuminazione è stato realizzato con tiranti d’acciaio e punti luce appesi in quasi tutte le sale decorate del primo e del piano terra.
Il restauro degli apparati decorativi ha riguardato molte porzioni di affresco che erano state coperte da puntellamenti e protezioni inadeguate, che hanno prodotto la proliferazione di agenti bio deteriogeni; i mosaici presentavano numerose tessere distaccate o perdute; le porte, in origine dipinte a vivaci colori, avevano tinteggiature a smalto sovrapposte che avevano coperto le decorazioni.
L’intervento sugli apparati decorativi è stato condotto con otto squadre di restauratori specializzati nei vari settori. Tutti i dipinti parietali sono stati puliti, consolidati e reintegrati nei partiti modulari mancanti; nei casi di lacune molto vaste, come nella Sala di Bacco, è stata riprodotta solo la scansione geometrica degli spazi, mentre per partiti figurativi è stata lasciata una lacuna.
Tutti i marmi e gli stucchi sono stati accuratamente puliti, consolidati e protetti. Un intervento di particolare complessità ha riguardato il restauro e rifacimento della marmoridea che ricopre alcune pareti.

La destinazione d’uso
Il Casino Nobile, così restaurato, si presenta come esempio di eccellenza di dimora principesca dell’Ottocento e questo carattere sarà completato con l’allestimento previsto.
Nelle sale saranno infatti esposte le sculture della collezione Torlonia, attualmente collocate nel Casino dei Principi, mentre alcuni mobili d’epoca (consolles, specchiere, lumi, ecc..) ricostituiranno in parte l’arredo d’epoca.
Faranno eccezione le due sale al pianterreno prive di decorazioni. In una vi sarà un bookshop specialistico, su temi legati al verde storico e alla cultura della villa, mentre nella seconda sarà organizzata una mostra documentaria sulla storia della Villa e del Casino in particolare, mediante piante, vedute e foto, che ripercorrono le varie fasi di trasformazione fino alle più recenti. Alcuni filmati mostreranno la Villa all’epoca della residenza di Mussolini, quindi al momento dell’acquisizione da parte del Comune di Roma e, infine, durante gli interventi di restauro.
All’ultimo piano, privo di decorazioni (con la sola eccezione di alcuni disegni a pastello realizzati dai militari anglo americani durante l’occupazione e che sono stati anch’essi restaurati e conservati), troverà invece sede il Museo della Scuola Romana. L’Archivio della Scuola Romana, fondato negli anni Ottanta e attivo mediante mostre, pubblicazioni e iniziative legate ad un periodo particolarmente fecondo per la cultura italiana, curerà l’esposizione permanente di opere e aprirà al pubblico, nell’attiguo Casino dei Principi, al piano interrato, il ricco archivio cartaceo. Ai piani superiori del Casino dei Principi saranno organizzate mostre legate a temi della Scuola Roma e della cultura ottocentesca della quale Villa Torlonia è un esempio tra i più pregevoli.

Dati tecnici
L’intervento, finanziato con i fondi della Legge 396/90 – programma degli interventi per Roma Capitale ed in parte con finanziamenti comunali, ha comportato una spesa complessiva di € 5.574.000,00.
I lavori durati venti mesi sono stati condotti dalla Sovraintendenza BB.CC. Direzione Edilizia Monumentale.

Dopo, quindi, la Casina delle Civette e il Casino dei Principi, si aggiunge alla ricca collezione di edifici di Villa Torlonia un nuovo gioiello il Casino Nobile, recuperato grazie all’impegno del Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali, Sovraintendenza ai Beni Culturali – Direzione Edilizia Monumentale.

Dagli anni ’90 il Comune ha infatti avviato una serie di consistenti interventi di restauro sia del parco sia degli edifici. Sono stati completamente ristrutturati la Casina delle Civette, le Scuderie Nuove, il Villino Rosso, i manufatti dei Propilei e nel 2002 il Casino dei Principi. Anche il Casino Nobile, edificio principale della Villa, potrà finalmente rivelare tutto il suo fascino, le elaborate decorazioni, l’eclettismo dei dipinti così diversi per temi, generi e stili, la grandiosità delle sale e dei rilievi.

Il Casino Nobile, una volta ultimati i lavori di allestimento, diventerà il “Museo della Villa” con l’obiettivo di ricostruire lo stile fastoso della dimora originaria. All’interno saranno collocati i mobili e le sculture della collezione Torlonia, mentre nella sala al pianterreno sarà conservata la “memoria” della Villa, con i documenti che testimoniano la sua storia, dall’epoca sfarzosa dei Torlonia ai recenti restauri, comprendendo gli anni del fascismo in cui fu residenza di Benito Mussolini.

Un museo permanente, dedicato alla Scuola Romana, sarà allestito all’ultimo piano del Casino Nobile, nel quale troveranno posto opere dei più rappresentativi artisti operanti a Roma nella prima metà del XX secolo.

visite DIDATTICHE Dal 22 marzo al 15 giugno 2006
In occasione della presentazione del restauro del Casino Nobile di Villa Torlonia, dal 22 marzo al 15 giugno 2006, un ciclo di visite didattiche offre al pubblico la possibilità di ammirare il piano terra e il piano nobile del palazzo.
La prenotazione per le visite è obbligatoria. I gruppi possono essere composti da 20 persone al massimo. Per le prenotazioni si può chiamare il numero 06 82059127, attivo tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 19.00.
Si ricorda che il Casino Nobile di Villa Torlonia non è dotato di ascensore, pertanto l’accesso al piano nobile è possibile solo per mezzo delle scale.
Le visite didattiche si svolgeranno, tutti i giorni escluso il lunedì, dalle ore 9.30 alle ore 16.00 (9.30, 11.00, 12.30, 14.30, 16.00) da mercoledì 22 marzo a sabato 25 marzo 2006 e dalle ore 9.30 alle ore 17.30 (9.30, 11.00, 12.30, 14.30, 16.00, 17.30) da domenica 26 marzo a giovedì 15 giugno 2006.

Info:
Zètema Progetto Cultura
Patrizia Bracci – tel. 06 82077337 – e-mail: p.bracci@zetema.it
Gabriella Gnetti – tel. 06 82077305 – e-mail: g.gnetti@zetema.it

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