ROMA. Nascono i caschi blu della cultura.

“Una nazione è viva quando è viva la sua cultura” era scritto in persiano e in inglese su un drappo di stoppa appeso in segno di sfida sopra l’ingresso principale del Museo Nazionale dell’Afghanistan a Kabul nel 2002, come testimonia una foto scattata due anni dopo dagli archeologi e dai tecnici dell’Istituto Centrale del Restauro. Un museo che era sopravvissuto in qualche modo a saccheggi e distruzioni grazie anche alla collaborazione di una missione italiana presente per il primo intervento. Una cooperazione che è proseguita nel 2009 con la formazione di allievi e allieve presso l’Istituto Centrale del Restauro (oggi ISCR). E’ avvenuto pochi anni fa, quasi la premessa della nascita dei “caschi blu della cultura”. E’ il Ministro dei beni culturali e del turismo Dario Franceschini ad accogliere gli ospiti nella maestosa aula X delle Teme di Diocleziano, il complesso termale più grandioso della romanità, costruito in soli otto anni dal 298 al 306 d. C. che ospita la cerimonia per la nascita della task force italiana “Unite for Heritage” a difesa del patrimonio culturale in pericolo per disastri naturali o guerre.
Presenti i ministri della Difesa Roberta Pinotti, degli Esteri Paolo Gentiloni, dell’Istruzione Stefania Giannini, nonché il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio del Sette e il Direttore Generale dell’Unesco Irina Bokova e una decina di Carabineri della Tutela del Patrimonio Culturale che sfoggiano sulla divisa il distintivo “United4Heritage”. Propedeutico alla firma del Memorandun, sottoscritto dal Ministro degli Esteri Gentiloni e dal Direttore Generale Unesco Bokova, la firma dei Ministri Gentiloni e Franceschini e del sindaco di Torino Fassino del protocollo d’intesa per la costituzione nella città sabauda del centro internazionale di formazione e ricerca sull’economia della cultura e del patrimonio mondiale.
Da molti anni ormai si parlava di organizzare un sistema internazionale per combattere le nuove forme di aggressione alle testimonianze della storia e della cultura in qualunque paese si verifichino. Non come un tempo incidentali, ma voluti e e premeditati per distruggere con i simboli la memoria e l’identità di un popolo e di una civiltà. Ora il progetto caro al ministro Franceschini diventa realtà. E il Ministro non nasconde la sua soddisfazione.
“L’Italia si conferma una grande potenza culturale in grado di assumere importanti incarichi in ambito internazionale sotto le insegna Onu – Ed è il primo paese nel mondo a mettere a disposizione una task force” i Carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale che hanno esperienza e credibilità internazionale, già pronti ed esecutivi a disposizione dell’Unesco, così come gli esperti dell’Opificio delle pietre dure e dell’ICSR. Trenta super esperti carabinieri della Tutela (sono in totale circa 300) affiancati da altrettanti civili con grande esperienza e preparazione in materia, fra storici dell’arte, studiosi, restauratori ed esperti del patrimonio librario ed archivistico. E in futuro, attraverso il MIUR ricorda il ministro Giannini, potranno farne parte anche docenti universitari. Un contingente super specializzato, in una parola il meglio del meglio che può offrire l’Italia in questo campo. Un passo importante e moralmente dovuto a difesa del patrimonio dell’umanità, quindi di ciascun di noi, dice Franceschini. A protezione di patrimonio colpito non incidentalmente come in passato, ma proprio perché rappresenta una religione, un’identità diversa, quindi da distruggere. La task force “è un pezzo molto italiano della strategia antiterrorismo che molti paesi e l’Unesco condividono”, sottolinea il ministro degli esteri Gentiloni.
“Sempre più spesso l’obiettivo è colpire la cultura, cancellare attraverso i simboli la diversità e il pluralismo in quei paesi dal Golfo di Guinea al Pakistan in cui le diversità erano coltivate e accettate. La distruzione dei simboli è una sorta di pulizia culturale”, afferma Gentiloni che non si nasconde la difficoltà di individuare le aree minacciate, a rischio. Ma l’Italia con le sue 170 missioni archeologiche sostenute dagli Esteri e dal Mibact ha le carte in regola per riuscire nell’impresa. Proteggere la cultura è “un’arma molto importante” per sconfiggere il terrorismo, dice il Ministro Pinotti, sottolineando le specificità dei Carabinieri in fatto di competenza e controllo del territorio, nel rispetto della popolazione, dei suoi usi e costumi. Sempre a difesa dei beni culturali in Iraq come in Kosovo.
Un’attitudine consolidata fin dal 1969, anno di costituzione del Nucleo originario, il “primo reparto di polizia al mondo” specializzato in questo campo, ricorda il Generale Del Sette. La task force, diretta da un ufficiale superiore, è organizzata in quattro segmenti, informatica, logistica, addestramento e operativo. Si complimenta con l’Italia “protagonista di questa iniziativa” la direttrice dell’Unesco Irina Bokova che ha appena ricevuto dall’Università per stranieri di Perugia la laurea honoris causa.
“Voglio testimoniare la grande minaccia che colpisce l’umanità. Gli attacchi deliberati alla nostra cultura sono attacchi al nostro comune sentire e alla condivisione degli stessi valori. E cita più volte i “Carabinieri italiani” che tanto si adoperano per la salvaguardia delle opere d’arte. “La nostra risposta agli attacchi contro il patrimonio culturale – dice – è la costruzione di un mausoleo, il restauro degli scritti della sapienza islamica, dalla matematica all’astronomia. La nostra risposta è nella ricostruzione del ponte di Mostar”.
E’ giunto dunque alla realizzazione il progetto di cui si parlava da qualche tempo, in linea con l’approvazione da parte di 83 paesi durante l’Expo di Milano della “Dichiarazione sulla protezione del patrimonio culturale” e con la proposta avanzata a settembre all’Onu dal Presidente del consiglio Renzi di una task force messa in piedi sotto l’egida dell’Unesco. Il 17 ottobre è seguito il sì del Consiglio esecutivo dell’Unesco che ha votato per acclamazione la proposta italiana e di proseguire a lavorare in sede Onu per includere la componente culturale nelle missioni di pace, come richiesto dal premier nel suo intervento. La task force interverrà, tramite l’Unesco, su richiesta di uno stato membro colpito da una calamità naturale o che sta affrontando una crisi (non durante un conflitto) per fornire assistenza al personale locale, pianificare le operazioni di salvaguardia, stimare i danni, formare i restauratori e non ultimo contrastare il saccheggio e il traffico illecito di opere d’arte. Un’attività in cui i Carabinieri sono maestri nel mondo.

Autore: Laura Gigliotti

Fonte: www.quotidianoarte.it, 16 feb 2016