ROMA: Musei arriva la devolution dei biglietti.

Il prezzo dei biglietti dei musei, per regolamento ministeriale, sarà stabilito a livello regionale. Manca qualche passaggio burocratico in Consiglio dei ministri, per il resto è cosa fatta. La devolution arriverà anche nei siti archeologici, nei templi dell’arte, della storia, dell’architettura. È una conseguenza dell’istituzione delle direzioni regionali del ministero dei Beni culturali. I prezzi saranno tutti costantemente sotto esame, dovranno passare al vaglio dei criteri di valorizzazione: il costo dell’ingresso è il più adeguato? Corrisponde a quel che offre la struttura museale al momento?

Sei milioni e mezzo i visitatori di musei e siti archeologici campani. Dai dati del ministero dei Beni culturali la Campania risulta tra le superstar del 2004. È la terza regione per numero di visitatori paganti nei musei (3.231.849), preceduta da Lazio (4.920.827) e da Toscana (3.845.004). Per introiti lordi la Campania balza addirittura al secondo posto: 24milioni e 361mila euro, contro i 32 milioni e 619mila euro del Lazio e i 20 milioni e 940mila euro della Toscana. Insomma, dalle sovrintendenze campane arriva una fetta consistente dei 90 milioni di introiti lordi a livello nazionale. Una cifra, quest’ultima, che a partire dal 2000 è cresciuta di cinque milioni all’anno a livello nazionale e che, sulla base delle nuove scelte, potrebbe avere una ulteriore crescita. In Campania si è registrata nei primi cinque mesi del 2005 una crescita del tre per cento del numero dei visitatori dei musei, crescita che esaminata a partire dal 2003 arriva addirittura a quota 10,6 per cento.

“Questo provvedimento – dichiara il viceministro dei Beni culturali Antonio Martusciello – è in sintonia con la logica del decentramento e del federalismo che il governo ha tradotto in una riforma che è aperta alla partecipazione. È una misura che risponde alle esigenze e alle compatibilità territoriali. Le sovrintendenze hanno il polso della situazione e conoscono i flussi del turismo culturale per decidere al meglio un prezzo di ingresso che sia in linea con queste esigenze. Si ribalta una logica centralista che la società di oggi fortemente partecipativa non poteva più accettare. La Campania – conclude Martusciello – date le sue risorse culturali può trarre grandi vantaggi incentivando il turismo culturale e potendo contare su questa flessibilità”. L’assessore ai Beni culturali, Marco Di Lello, regista del sistema Artecard, pensa alle prospettive che apre questa nuova politica tariffaria. “Da noi abbiamo avuto una esperienza positiva con Artecard – spiega Di Lello – ed è una strada che dobbiamo continuare a percorrere, visto che ci sono le condizioni per funzionare meglio andando incontro alle esigenze degli operatori turistici. Non dovrebbero più ripetersi episodi come quello dei mesi scorsi, quando fu aumentato di un euro il ticket per la Reggia di Caserta e furono messi in difficoltà i tour operator che avevano già acquistato i biglietti. Io credo – incalza Di Lello – che si possano introdurre tariffe di bassa stagione, o cose di questo tipo inseguendo la logica di funzionalità turistica. Ma penso anche a sistemi per far crescere il numero dei visitatori dei musei minori, legando magari l’acquisto per il museo grande all’incentivo per la piccola struttura. Mi auguro che il prossimo passo in senso federale sia quello di far arrivare nelle casse locali una parte degli introiti dei biglietti, che oggi finiscono a Roma”.

Su quest’ultimo punto si dichiara d’accordo il direttore per la sovrintendenza ai Beni architettonici, l’architetto Enrico Guglielmo: “Il fatto che gli introiti finiscano per intero allo Stato resta una forma ancora ambigua e un po’ ibrida che non permette completamente la valorizzazione a livello locale. Il costo deve dipendere dall’offerta complessiva e dai servizi della struttura museale, e in questo deve rientrare anche ciò che l’ente locale riesce a far sviluppare intorno. Ecco perché ritengo che insieme con la decisione che spetta strutture ministeriali regionali, vanno ulteriormente coinvolti gli enti locali nelle politiche tariffarie”.

Autore: Francesco Vastarella

Fonte:Il Mattino