ROMA. La Gloria di Sant’Ignazio di Andrea Pozzo adesso è fruibile online in Haltadefinizione.

È tra i “must see” per tutti i turisti, viaggiatori e appassionati che si trovano a Roma, un capolavoro che, come se fosse una malìa, costringe lo spettatore a stare con il naso in su.
È l’affresco realizzato da Andrea Pozzo per la Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola a Roma raffigurante la Gloria di Sant’Ignazio: un tripudio di vedute ardite, colori, illusioni prospettiche che fanno di quest’opera la quintessenza del barocco romano. Un capolavoro che, da oggi, è fruibile in ogni suo dettaglio anche in modalità virtuale grazie ad Haltadefinizione, tech company specializzata nella digitalizzazione di beni culturali che ha acquisito l’intera superficie affrescata della volta con tecnologia gigapixel su concessione del Fondo Edifici di Culto (Fec), proprietario del monumento.
La Gloria di Sant’Ignazio è solo l’ultimo dei dipinti digitalizzati e resi fruibili online da Haltadefinizione, dopo l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci e l’intero ciclo di affreschi realizzati da Giotto all’interno della Cappella degli Scrovegni di Padova.
La digitalizzazione dell’affresco di Andrea Pozzo da parte di Haltadefinizione arriva nell’anno in cui ricorre il 500esimo anniversario dalla conversione di Sant’Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù, di cui fece parte anche Andra Pozzo. Sul sito di Haltadefinizione, è così possibile zoommare su ogni dettaglio dell’affresco, ingrandendolo fino a dieci volte.
“Nell’anno delle celebrazioni mondiali per i 500 anni dalla conversione di Sant’Ignazio”, spiega Luca Ponzio, founder di Haltadefinizione, “ci uniamo alle commemorazioni offrendo la possibilità a tutti gli amanti dell’arte di scoprire l’affresco di Andrea Pozzo in formato digitale, e favorire, cosi`, la divulgazione e la conoscenza di questo capolavoro spettacolare”. Ecco a voi alcuni particolari della Gloria di Sant’Ignazio, davvero come non l’avete mai visto.

Guarda qui la “Gloria di Sant’Ignazio” di Andrea Pozzo in Haltadefinizione

Autore: Desirèe Maida

Fonte: www.artribune.com, 6 giugno 2021