RIVOLI (To): Retrospettiva a Mario Merz e costituenda Fondazione Merz.

Martedì 11 gennaio alle ore 19,30 verrà inaugurata la retrospettiva che Il Castello di Rivoli, la GAM e la Fondazione Merz dedicano un’ampia retrospettiva a Mario Merz (Milano, 1925 – 2003), una delle personalità artistiche più rilevanti dell’arte italiana e internazionale. La rassegna vuol essere un omaggio al grande artista recentemente scomparso e preannunciare l’apertura della fondazione a lui dedicata che verrà ufficialmente inaugurata nel 2005.

Inoltre, a partire da sabato 15 gennaio ci saranno le visite guidate alla mostra di Merz, oltre che alla Permanente e alla mostra di Franz Kline che chiuderà il 30 di gennaio.

Le visite, comprese nel costo del biglietto, sono per il sabato alle 15,30 e alle 18,00, mentre la domenica sono alle 11,00, 15,00 e 18,00; inoltre, alle 16,30 c’è la visita guidata alla Residenza, ed anche alle sale del secondo piano appena restaurate.

Riprendono altresì i week-end famiglia, domenica 9 gennaio alle 15.00, con ‘Chi ha messo i baffi alla Gioconda?’

Info: Dipartimento Educazione tel. 011 9565213

Da Mario Turetta:

Saranno due le sedi espositive che ospiteranno una vasta retrospettiva dedicata Mario Merz. Gli spazi della Gam di Torino e del Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea renderanno omaggio al grande artista scomparso nel 2003, con una rassegna che verrà inaugurata il 12 gennaio 2005. La mostra, organizzata in collaborazione con la Fondazione Merz, resterà aperta fino al 27 marzo.

L’esordio dell’autodidatta Mario Merz risale al 1953, quando l’artista s’impone all’attenzione della critica con una pittura di segno astratto-espressionista, con un trattamento informale del dipinto. Successivamente Merz sarà protagonista dell”arte povera’. L’abbandono della pittura fa spazio all’uso dell’installazione e alla sperimentazione con materiali naturali o tecnologici come i celebri tubi di neon luminoso, che inserisce negli oggetti più comuni.

Dal 1968 indaga su strutture archetipiche come gli igloo, che realizza attraverso la sperimentazione di materiali diversi. Usa e si rende interprete della progressione numerica di Fibonacci come simbolo dell’energia propria della materia, collocando le cifre relizzate al neon sia sulle proprie opere che negli spazi espositivi come il Guggenheim Museum di New York nel 1971, la Mole Antonelliana a Torino nel 1984 e sulla Manica Lunga del Castello di Rivoli nel 1990. La spirale e il tavolo diventano dal 1976 due ricorrenti figure simboliche nei lavori di Merz: sulle superfici di questi due manufatti vengono adagiati diversi tipi di frutta che lasciata al proprio, naturale decorso introduce, nell’opera, la reale dimensione della categoria temporale. La fine degli anni Settanta decreta, per Merz, un ritorno all’arte figurativa con grandi immagini di animali ancestrali o, come l’artista stesso usava definirli: ‘preistorici’.

L’importanza che l’opera di Merz ha raggiunto nel corso degli anni è testimoniato dalle prestigiose rassegne a cui ha partecipato, come la Biennale di Venezia e Documenta a Kassel, e da esposizioni a lui dedicate dai più importanti musei del mondo.

Email: educa@castellodirivoli.org