PERUGIA. Viva l’Italia. L’arte italiana racconta le città tra nascita sviluppo crisi dal 1948 al 2008.

Fino all’11 gennaio 2009 a Palazzo della Penna di Perugia sarà allestita la mostra “Viva l’Italia. L’arte italiana racconta le città tra nascita, sviluppo, crisi dal 1948 al 2008‘ organizzata dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Giovanili del Comune di Perugia e curata da Luca Beatrice, storico dell’arte, critico e docente di Nuove tendenze dell’arte all’Accademia di Brera.
 
Filo conduttore della mostra è la città, teatro privilegiato dei cambiamenti più significativi che l’Italia ha attraversato dal dopoguerra a oggi.

Nelle prime sale si presentano dipinti di pittori che, in quegli anni, con la ferrea volontà di lasciare dietro di loro i drammi e le devastazioni, descrivono la città come luogo del molteplice: dal silenzio sospeso di Giorgio de Chirico in Triangolo metafisico (1958), ai paesaggio industriali di Mario Sironi in Periferia urbana (1952), alla città come campo di tensioni e forze contrapposte nei dipinti astratto-informali di Emilio Vedova (Caffè alle zattere, 1952) e Afro (Paesaggio urbano, dittico, 1952).

Seguono gli anni Sessanta, ossia il decennio del miracolo economico, della disponibilità di nuove fonti di energia, della creazione delle autostrade, della crescita dell’industria e dell’abilità imprenditoriale, dell’automobile e delle nuove tecnologie, tutti temi palesati dall’enfasi pop dei dipinti di Giosetta Fioroni e  nei manifesti strappati di Mimmo Rotella. Ma sono anche gli anni delle contestazioni, del ’68, ricordato, tra gli altri, da Mario Schifano in Compagni Compagni (1968).
 
Segue il triste decennio del terrorismo documentato dal quadro-capolavoro di Marco Cigolani Il ritrovamento del corpo di Aldo Moro (1980) cui l’arte seppe reagire con intelligenza inserendo le nuove tematiche del post-moderno. Sono soprattutto architettura e il design a preconizzare un inedito volto della città, qui esemplificato dai disegni e dagli schizzi di Aldo Rossi (Primo studio per il nuovo centro di Perugia, 1982) e dalla celebre Poltrona Proust  di Alessandro Mendini (1978).

Gli anni ’80 sono gli anni della “città ritrovata” documentata dal gigantesco dipinto di Arduino Cantafora La città banale (1980) vero e proprio manifesto del post-moderno. Nell’arte visiva temi analoghi corrono nella Transavanguardia –l’omaggio a Torino di Nicola De Maria (Il fiume Po +Torino dentro il regno dei fiori, 1989-90) e quello a Roma di Enzo Cucchi (Piazza Navona, 1990) – fino all’inizio degli anni ’90, quando esordirono giovani “pittori metropolitani” Bruno Zanichelli e Pierluigi Pusole,  primi a contaminare il dipinto con i segni della cultura giovanile.

Il nuovo secolo, caratterizzato dalle contraddizioni di una società moderna e globalizzata, si esprime in forme d’integrazione sociale e di multiculturalità ma anche in episodi di scontri, di attriti e di contrapposizioni tra realtà diverse come in Tutto il resto è noia di Andrea Salvino (2000) e nel lirismo delle periferie di Botto & Bruno (Ecole Maternelle, 2004).

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale con testi di Luca Beatrice e Daniela Magneti.

Info:
Palazzo della Penna – Via Podiani 11 – 06121 Perugia
Tel. +39 075 5716233 (biglietteria)  / +39 075 5772833

Orari: 10.30 – 13.00 / 16.00 – 18.30
Biglietti: mostra+museo: intero Euro 5,00; ridotto over65 e bambini Euro 3,00; scolaresche  p.p. Euro 1,50.
Visite guidate: su prenotazione tel. +39 075 5716233.

Autore: Federico Uncini

Email: info.cultura@comune.perugia.it

Fonte:Il Territorio News – Marche Umbria