PERUGIA. Riapre la grande ” Galleria Nazionale dell’Umbria.”

La Galleria Nazionale dell’Umbria, una delle raccolte d’arte più affascinanti d’Italia, ospitata nei piani superiori dello storico Palazzo dei Priori di Perugia, sede del Comune fin dall’epoca medievale e splendido esempio di architettura civile gotica, riaprirà il prossimo 19 dicembre al termine di un intrigante percorso di recupero di nuovi spazi, di ampliamento, di restauri delle collezioni, dotata di tutti i servizi in linea con gli standard internazionali. Il progetto, portato avanti dal direttore Vittoria Garibaldi con determinatezza e competenza, in modo sistematico e ad intervalli funzionali a partire dai primi anni Novanta, si è arricchito nel tempo di idee e diverse soluzioni espositive adeguate alle scoperte e alle novità che via via emergevano durante i lavori. Quasi 3.000 opere d’arte perfettamente restaurate, in parte esposte nel percorso storico completamente rivisitato o nelle nuove sale messe a disposizione da una illuminata amministrazione comunale che ha ceduto al più grande museo statale umbro quasi 1500 mq. dei propri preziosissimi spazi, in parte conservate in nuovissimi depositi visitabili, tutto in condizioni microambientali perfettamente controllate.
Le sue origini si riallacciano alla fondazione dell’Accademia del Disegno avvenuta a Perugia nella seconda metà del XVI secolo. Una delle prime sedi fu la bottega della famiglia Danti, in piazza del Campo di Battaglia. Qui Vincenzo, architetto, scultore e trattatista aveva fatto portare i calchi in gesso delle quattro statue giacenti di Michelangelo dei Sepolcri Medicei di San Lorenzo che costituirono il nucleo originario della raccolta formata da dipinti, disegni e sculture, frutto della attività stessa dell’istituzione. Di particolare rilievo è il ruolo da essa svolto in seguito ai provvedimenti di soppressione degli ordini e delle corporazioni religiose che, dalla fine del XVIII alla metà del XIX secolo, comportarono l’asportazione da chiese e conventi dei beni di grande interesse artistico. Questi furono destinati, nelle demaniazioni più antiche, ai musei francesi o ad alcuni dei più grandi musei italiani. Presso l’Accademia di Perugia, divenuta Accademia di Belle Arti, furono invece trasportati numerosissimi dipinti ritenuti di minor pregio, che andarono ad integrare il nucleo originario della raccolta nella nuova sede, l’ex convento degli Olivetani a Montemorcino Nuovo, dove l’Istituto si era trasferito nel 1813. All’indomani dell’unità d’Italia gli incameramenti dei beni monumentali ed artistici avvennero con procedimento sistematico dando origine alle prime raccolte civiche. Anche a Perugia, si giunse alla istituzione di una vera e propria pinacoteca civica, intitolata a Pietro Vannucci, che venne collocata nella grande chiesa del Vanvitelli a Montemorcino.
La Pinacoteca venne inaugurata il 4 giugno del 1863. Nell’ Inventario redatto nel 1872 sono elencati circa 350 dipinti, tra cui opere importantissime come la grande croce del Maestro di San Francesco datata 1272, la piccola Madonna con Bambino di Duccio di Boninsegna, il polittico di Montelabate di Meo da Siena, la grande macchina d’altare di Taddeo di Bartolo, il Polittico dei Domenicani del Beato Angelico, il polittico di Sant’Antonio di Piero della Francesca, il gonfalone del Bonfigli del 1465, la Pala di Santa Maria dei Fossi del Pinturicchio, l’Adorazione dei Magi di Eusebio da San Giorgio, il Polittico di Sant’Agostino del Perugino. L’insufficienza degli spazi nel convento degli Olivetani portò nel 1878 alla determinazione di rimuovere la Pinacoteca e di trasferirla, scorporata dall’Accademia, al piano superiore del Palazzo dei Priori.
La collezione si arricchiva inoltre di buona parte dei manufatti medioevali dei Musei Civici, avori, sculture lignee, oreficerie, ceramiche, cassoni e tessuti. La sua importanza era divenuta tale che si convenne per il passaggio allo Stato. L’atto veniva firmato l’8 maggio del 1918 e l’antica Pinacoteca assumeva il nome di Regia Galleria Vannucci. Oggi la Galleria Nazionale dell’Umbria, arricchitasi ulteriormente in questi ultimi anni grazie ad un’attenta campagna di acquisti, si presenta in una nuova veste, frutto di una complessa rivisitazione degli spazi espositivi con interventi strutturali e di impiantistici ed alle soluzioni architettoniche ed espositive progettate per il nuovo allestimento.
Il nuovo ordinamento museografico curato da Vittoria Garibaldi, che vede una fortissima predominanza di dipinti su tavola dal Duecento al Quattrocento, percorre più di 4.000 mq situati su due piani secondo una rigorosa sequenza cronologia, interrotta da alcune sale destinate ai più grandi maestri del primo Rinascimento, Beato Angelico, Benozzo Gozzoli e Piero della Francesca, Francesco di Giorgio Martini, mentre ampio spazio è dedicato ai maestri umbri come Benedetto Bonfigli, Bartolomeo Caporali e Fiorenzo di Lorenzo fino al Pinturicchio e al Perugino cui sono dedicate quattro sale. è inoltre arricchito da tre ampie sezioni destinate ai più grandi capolavori dell’oreficeria senese, alla famosissime “tovaglie perugine”, appartenenti alle storiche collezione Ada Ragnotti Bellucci e Mariano Rocchi, e ad una inedita raccolta di disegni di Federico Barocci. L’insieme di capolavori si conclude, disegnando una nuova fisionomia della Galleria con una selezione di dipinti e sculture del Seicento, del Settecento e dell’Ottocento lasciati in Umbria dai più grandi protagonisti del tempo, da Orazio Gentileschi a Valentin de Boulogne, da Pietro da Cortona al Sassoferrato, a Montanini, Giaquinto e Trevisani, da Subleyras a Sebastiano Conca fino alla presentazione a tema delle vedute di Perugia e alla preziosa collezione ottocentesca di Luigi Carattoli.
Attraverso nuovi collegamenti verticali, dalle linee moderne perfettamente inserite nel contesto storico, è inoltre possibile accedere alle sale destinate ad iniziative culturali, convegnistiche, espositive e didattiche.


 

Fonte:CivitaInforma