PARMA. La situazione della Chiesa di San Francesco del Prato di Parma.

Si tratta della chiesa più ampia della città, superando in dimensioni il vicino Duomo, e pur vantando oltre 8 secoli di storia, si trova in uno stato di totale abbandono.
Fu fondata attorno al 1200 dai primi frati francescani giunti a Parma, che la costruirono grazie ai contributi spontanei degli stessi cittadini che offrirono manodopera e materiali, fino a realizzare uno dei maggiori esempi di gotico francescano di tutto il nord Italia.
 
Innumerevoli sono le simbologie numeriche utilizzate nell’edificazione, che inoltre è stata costruita in modo da creare giochi di luce di estremo interesse. Infatti l’orientamento di San Francesco del Prato è tale da essere perfettamente allineato con i raggi del sole nascente del solstizio di inverno e con quelli del tramonto del solstizio di estate che entrando dal rosone illuminano totalmente il tempio. Il rosone stesso si presta a varie interpretazioni esoteriche e religiose, così come la collocazione della chiesa all’interno del tessuto cittadino, che è tale da formare un perfetto rettangolo aureo con gli altri monasteri della città.
 
L’interno fu totalmente affrescato dai migliori artisti emiliani del 1400, e tutto l’apparato decorativo non subì nessun danno o modifica fino all’inizio del 1800, anno in cui in seguito alle soppressioni napoleoniche i francescati furono cacciati, le opere d’arte distrutte e disperse, mentre la chiesa e l’annesso convento furono tristemente trasformati in carcere maschile.
 
Gli spazi interni vennero quindi suddivisi in vari piani che furono utilizzati per ricavarne celle e una falegnameria per detenuti nella navata centrale, e perfino il campanile venne trasformato in modo da accogliere le celle di rigore. Al tempo stesso nella facciata e lungo i fianchi della chiesa, furono aperte numerose finestre per dare luce agli ambienti carcerari.
 
Tale situazione è durata fino a circa 15 anni fa, quando il nuovo carcere di Parma è stato costruito in una zona periferica, con il contributo dei frati francescani che tutt’ora si occupano dei suoi detenuti. Le pareti carcerarie sono state quindi abbattute rivelando dopo 200 anni tutto il fascino della chiesa, nonchè ampi brani di affreschi che sono sopravvissuti al di sotto della tinta grigia data al carcere.

A questo punto i cittadini di Parma hanno raccolto 30.000 firme per fare in modo che la chiesa fosse ridata ai francescani e riaperta finalmente al culto, a cui fu sottratta forzatamente.
Nel 2001 in vista che tutto ciò accadesse, prima dei tanto attesi lavori di restauro, la chiesa è stata riaperta per circa 3 mesi in modo tale da essere mostrata ai cittadini che hanno riposto entusiasticamente con oltre 50.000 visitatori.
 
Contrariamente a quanto promesso da allora San Francesco del Prato è in stato di totale abbandono, nessun restauro è stato fatto e i piccioni continuano a nidificare sulle pareti coperte da affreschi del 1400. Una sentenza l’ha infatti data in uso all’università di Parma, che se ne sta disinteressando completamente, nonostante gli appelli dei francescani, e dell’apposito comitato cittadino che vorrebbe vederla riconsacrata e riaperta a parmigiani e turisti. Nonostante alcuni istituti creditizi cittadini e alcune grandi aziende si siano offerte di finanziare i lavori di restauro, non è ancora stato fatto nulla.
 
Speriamo che qualcuno possa fare qualcosa per salvare questo monumento e restituirlo alla sua vera funzione religiosa, che riporterebbe giustamente alla luce l’importanza per la città e per il nord Italia di un monumento così carico di storia e fascino.

E’ inaccetabile pensare che il nostro patrimonio artistico ora come 2 secoli fa, venga abbandonato a se stesso e ulizzato in modo improprio. E’ necessario quindi sbloccare questa situazione rispettando la volontà dei cittadini di Parma, ridando a questo luogo la sua antica funzione e bellezza.

Info
rivolgersi a Padre Celso dei frati francescani di Parma telefonando o inviando un fax allo 0521/282079.
La chiesa e l’ex carcere sono inoltre visitabili su richiesta.
L’indirizzo è: FRATI MINORI CONVENTUALI – CONVENTO DI SAN FRANCESCO – VIA DEL PRATO 4 – 43100 PARMA.

Autore: Elvis Piovani

Link: http://www.parmaitaly.com/carcere.html

Email: e.piovani@alice.it