OSIMO (An). Da Rubens a Maratta – Meraviglie del Barocco nelle Marche. Osimo e l’Alta Marca.

OSIMO 29 giugno – 15 dicembre 2013
Una mostra realizzata in collaborazione con la Soprintendenza PSAE delle Marche di Urbino e che vede tra gli altri presenti nel Comitato di Studio studiosi di spicco internazionale come Mina Gregori, Antonio Paolucci, Lorenza Mochi Onori, Maria Rosaria Valazzi.
La mostra che si aprirà al pubblico il 29 giugno e sarà ospitata presso Palazzo Campana e il Museo Civico di Osimo, si propone con l’esposizione di importanti dipinti, arazzi, sculture ed oreficerie sacre, di indagare l’intensa attività artistica che nel corso del Seicento ha interessato la realtà di Osimo e della Marca di Ancona, con l’intento di proiettare la portata dell’evento all’intero territorio nazionale, e non solo.
E’ stato proprio Vittorio Sgarbi a sottolineare la valenza europea della mostra data  dai grandi artisti presenti, Rubens, Maratta, Pomarancio, Mattia Preti, Solimena, e molti altri, tutti maestri di dimensione universale, espressione di un barocco non locale ma da capitale dell’arte.
Il Comitato di Studio, ha fatto rilevare il professor Papetti, ha operato un’ampia ricognizione volta a far riemergere dall’ombra opere dimenticate o inedite, che testimoniano la vitalità di questo territorio in campo artistico, prendendo in esame un’area che spazia dalla zona costiera, con le importanti realtà di Osimo, Ancona, Camerano, Loreto, Senigallia e Fano, fino alle valli dell’entroterra, nelle storiche cittadine di Fabriano, Serra San Quirico e Sassoferrato.
Grazie ad una importante rete di relazioni personali nell’ambito della Curia Romana, i maggiori esponenti delle famiglie del patriziato locale si dedicarono alla committenza artistica, contribuendo al rafforzamento dei tradizionali rapporti con i principali centri italiani come Venezia, Roma, Firenze e Bologna. Approfondite ricerche d’archivio consentiranno per la prima volta di ricomporre alcune importanti quadrerie, come quella del cardinale Gallo, andate poi disperse nel corso del XIX secolo, un tempo vanto dei palazzi della nobiltà cittadina.
La sede espositiva principale di Palazzo Campana, caratterizzata da interventi architettonici sei-settecenteschi, offre anche l’opportunità di sfruttare ambienti che si prestano a restituire il fascino degli interni barocchi. Un incanto che che proseguirà anche in altre dimore cittadine straordinariamente aperte e visitabili nei mesi della mostra, come ha sottolineato l’Assessore.
D’altro canto i vescovi ai vertici delle diocesi locali, anch’essi spesso appartenenti alle più prestigiose famiglie della nobiltà romana, e soprattutto i prelati presenti a Loreto, hanno profuso grande impegno nell’abbellimento invece delle chiese sottoposte alla loro giurisdizione, arricchendo il territorio con capolavori di Pomarancio, Gentileschi, Guercino, Reni, Vouet, con preziosi manufatti, come gli arazzi eseguiti su cartoni del Rubens, con pregevoli sculture e rare suppellettili.
Autorevoli principi della Chiesa, come i cardinali Barberini senior e junior, hanno determinato l’arrivo di opere realizzate dai maggiori artisti attivi nell’Urbe, quali Gian Lorenzo Bernini, Giacinto Brandi e François Perrier, tutti legati all’ambito barberiniano.
A mantenere sempre vivi i rapporti con l’ambiente culturale romano ha concorso anche l’attività di Carlo Maratta, nativo di Camerano, che ha sempre mostrato una particolare attenzione nei riguardi della sua terra di origine, privilegiando i centri marchigiani, ha sottolineato Liana Lippi.
Del grande maestro si vuole, con questa mostra, contribuire a celebrare il terzo centenario della morte, avvenuta a Roma nel 1713. E’ attraverso i suoi epigoni, come il Chiari, che il classicismo marattesco s’irradia nella pittura del Seicento, improntando tutta la produzione artistica del secolo successivo.
Una mostra che mira in sintesi a ricostruire, per quanto possibile, la complessa trama di relazioni che, rendendo gli artisti locali consapevoli e partecipi di quanto si andava realizzando nelle principali città italiane, fecero diventare le Marche attive protagoniste del rinnovamento dell’arte italiana e dell’affermazione del Barocco.
Attraverso gli itinerari previsti verrà offerta l’opportunità di approfondire la conoscenza di un periodo storico così ricco di novità nella elaborazione dei linguaggi artistici. Uno degli itinerari si snoda all’interno della città di Osimo, l’altro nei luoghi del territorio segnati dai più rappresentativi artisti dell’epoca: a Loreto con il Pomarancio, e a Camerano con il Maratta.
Nel percorso urbano di Osimo, oltre alle sedi espositive principali di Palazzo Campana e del Museo Civico, è anche prevista la visita al Museo Diocesano, al Duomo e ad altri edifici sacri della città che si distinguono per specificità legate allo stile barocco.
 
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