NAPOLI: Un Centro Studi sui beni culturali mediterranei.

Recuperare i tesori del passato per farne uno scrigno aperto ad accogliere anche il paziente e sapiente lavoro delle nuove generazioni. Con questo presupposto nasce il Museo vivo dell’Istituto Suor Orsola Benincasa, inaugurato di recente da una mostra aperta fino al 28 luglio. Una mostra speciale, perché riporta alla luce alcuni capolavori dell’arte antica, e perché le opere sono state restituite all’antico splendore dal certosino lavoro degli allievi del corso di diagnostica e restauro dell’Università Suor Orsola. “Il Museo in sé è una novità, poiché nasce non tanto come collezione di opere ma, soprattutto, come testimonianza storica della vita e dell’identità dell’Istituto nella città, e viceversa”, spiega il rettore del Suor Orsola, Francesco De Sanctis.

Perciò lo avete definito Museo vivo? “Sì, ma anche perché ospiterà ogni anno una mostra dei restauri eseguiti dagli allievi del corso di restauro su dipinti, sculture lignee e lapidee, affreschi, oggetti preziosi che fanno parte del patrimonio del complesso monumentale”.

Quali altri progetti legati ai beni culturali sono in programma? “Quest’anno partono tutte le lauree specialistiche e, tra queste, c’è un indirizzo che riguarderà l’archeologia del mare con un accesso limitato a 30 persone. Il corso è collegato anche al problema del Mediterraneo per il quale la Regione ha appena stanziato un grosso finanziamento per un Centro studi a tema, che vivrà della collaborazione tra Suor Orsola e l’Università ‘Federico II’. Il Suor Orsola si occuperà, in particolare, del problema relativo ai beni culturali e sarà, inoltre, la sede ufficiale del Centro”.

Quali altre novità legate ai tesori del passato vedrà impegnati i vostri allievi ed esperti? “Il complesso monumentale è sede della Fondazione ‘Rocco Pagliara’ di cui fanno parte pezzi di grande valore. Il Museo vecchio è articolato in diverse stanze che dal ’500 al ’900 espongono ceramiche, mobili, sculture, oggetti preziosi e un notevole gabinetto di stampe che stiamo rivalutando attraverso una serie di mostre. A fine anno è in programma una mostra sulle stampe fiamminghe. E ogni evento è sempre seguito da pubblicazioni che lo riguardano”.

Fonte:Il Mattino