MUSEO EGIZIO di Torino semi privatizzato: il 5 dicembre lo statuto.

Il 5 dicembre viene reso pubblico il testo dello statuto della nuova “Fondazione Museo delle Antichità Egizie”, prima applicazione a livello nazionale della tanto discussa (e d’altra parte tanto auspicata), collaborazione tra Ministero e “privati” nella gestione del patrimonio italiano, in particolare delle istituzioni museali, prevista dal decreto del Ministro per i Beni Culturali 27 novembre 2001, n. 491, in applicazione del D. Lgs. 368/1998. Il Ministero per i Beni e le Attività culturali sarà tra i soci fondatori insieme a Regione Piemonte, Provincia e Comune di Torino, Compagnia di San Paolo e Fondazione Cassa di Risparmio di Torino; si prevede che in un secondo tempo possano accedere altri soci. Finalità della Fondazione, la gestione, conservazione, manutenzione, valorizzazione, promozione della collezione, anche attraverso nuove acquisizioni e l’organizzazione di mostre e convegni in collaborazione con enti nazionali e internazionali, e l’adeguamento strumentale ed espositivo del museo.
Conferito da parte del Ministero l’uso dell’attuale sede (con relative dotazioni e collezioni), gli altri soci della Fondazione hanno il compito di apportare risorse finanziarie per costituire un adeguato “fondo di dotazione”, oltre al finanziamento della gestione ordinaria e, soprattutto, della ristrutturazione della sede. Senza per questo escludere la possibilità di individuare nuovi spazi per eventuali ampliamenti. L’organico rimane quello concesso dal Ministero, con accordo degli interessati e dei sindacati, ma la Fondazione avrà la possibilità di assumere direttamente personale con le adeguate qualifiche professionali; ha inoltre la possibilità di acquisire beni, e di accendere mutui e finanziamenti, oltre che di partecipare a istituzioni pubbliche o private (comprese le società di capitali), coerenti per finalità e scopi.

Organi

Tutti gli organi della Fondazione durano in carica quattro anni, con possibilità di un’unica riconferma. Il Consiglio di indirizzo è nominato dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, ed è composto di 9 membri, eletti in base a requisiti di competenza ed esperienza: 4 di designazione ministeriale, uno rispettivamente indicato dai Presidenti di Regione e Provincia, dal Sindaco di Torino, e da ciascuna delle due fondazioni ex bancarie. Compito del consiglio è determinare gli obiettivi e i programmi della Fondazione, approvare i bilanci annuali (preventivo e d’esercizio) e i regolamenti interni, modificare lo statuto e ammettere nuovi soci. Il Consiglio, presieduto da un suo membro, è responsabile della nomina di tutti gli altri vertici della Fondazione.

Il Direttore Generale, cui sono richieste specifiche competenze in settori affini a quelli di attività, ha funzioni di amministrazione e di gestione della Fondazione.
Il Conservatore del Museo (esperto nel settore dell’archeologia scelto tra il personale ministeriale, docenti universitari italiani e stranieri, ed esperti con comprovata esperienza), è il responsabile dello studio, conservazione e valorizzazione delle collezioni museali, e del loro incremento. A lui è delegata l’attività scientifica (ordinamento del museo e ambito della ricerca), sulla base delle direttive del Direttore generale.

Presieduto dal Presidente della Fondazione, il Comitato Scientifico è composto da sette membri: tutte personalità di prestigio nel settore dell’arte e della cultura, dotate di specifica esperienza nei settori di attività della fondazione. Oltre ad attività di indirizzo in merito a programmi e attività scientifiche, il comitato ha il compito di controllo e vigilanza in rappresentanza del Ministero su eventuali difformità rispetto ai compiti statutari.
Il Collegio dei revisori dei conti è costituito da 5 membri designati dal Ministero per i Beni culturali (2 membri, di cui il Presidente) e, uno ciascuno, da Ministero dell’Economia e delle Finanze, dai tre Enti locali, e dalle due fondazioni ex bancarie.

L’attività della Fondazione è regolata da un Documento programmatico pluriennale, redatto dal Consiglio di indirizzo sentito il Comitato scientifico, cui si astiene il Direttore Generale per quanto riguarda strategie, priorità, programmi e obiettivi.

I servizi di assistenza culturale e di ospitalità, infine, previsti dal D. Lgs. 490/1999 (editoria e vendita, servizi al pubblico, didattico), sono gestiti direttamente dalla Fondazione.

Autore: Redazione

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