Mostre: Palazzo Braschi racconta Roma

La Roma dei papi, delle grandi famiglie nobiliari, degli artisti, che per secoli si sono riversati nella citta’ ‘caput mundi’, rivive raccontata dagli inestimabili tesori d’arte di Palazzo Braschi, che il 4 maggio riapre dopo 15 anni di chiusura.

”Un’occasione per conoscere meglio Roma e la sua evoluzione nel tempo”, ha commentato il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, che ha visitato in forma privata il palazzo, sede del Museo di Roma, apprezzando il restauro architettonico e l’allestimento museale di una piccola parte delle oltre 100mila opere della raccolta. Una realta’ cittadina di grande importanza per il sindaco Walter Veltroni, che ha sottolineato l’impegno, anche economico (9 milioni di euro), per riportare al suo splendore Palazzo Braschi con un recupero architettonico che ne valorizza con luminosita’ la struttura neoclassica. Ci sono voluti molti anni, ha detto Veltroni, perche’ si e’ trattato di lavorare su opere di pregio, che richiedono sempre grande attenzione. Senza contare che in questi anni, nonostante la chiusura, e’ stata curata anche la gia’ ricchissima collezione del museo con nuove acquisizioni. Tanto che, ha proseguito Veltroni, si e’ scelto di esporre a rotazione le opere, con lo scopo di far tornare piu’ volte romani e turisti a scoprire i tesori di Palazzo Braschi. Per la riapertura, l’allestimento e’ una sorta di mostra, dal titolo emblematico ‘Il Museo racconta la citta” ed e’ una scelta delle opere piu’ importanti e rappresentative che mostrano l’evoluzione architettonico-urbanistica e dei costumi di Roma dal XVI al XIX secolo.

Il restauro, ha detto l’assessore Giancarlo D’Alessandro, ha riguardato per il momento la facciata, il cortile interno, lo scalone d’onore e i primi due piani del palazzo che Pio VI Braschi dono’ al nipote Luigi alla fine del ‘700. Le condizioni del palazzo, quando nel ’98 e’ stato presentato il progetto di restauro, erano drammatiche, ha proseguito d’Alessandro e ci sono voluti 15 miliardi di lire per il consolidamento delle strutture, durato 15 mesi. L’intervento ha previsto inoltre l’impianto di climatizzazione e quelli di illuminazione e anti-intrusione. Entro l’anno, ha annunciato D’Alessandro, sara’ pronto il bando di gara per il restauro conclusivo del palazzo che, con un finanziamento di 8 milioni di euro riguardera’ il terzo piano. E forse, ha aggiunto l’assessore Gianni Borgna, l’eventuale apertura dell’ingresso del palazzo da Piazza Navona, che ne farebbe risaltare la monumentalita’. Borgna ha anche ricordato il grande lavoro di ricatalogazione dell’immensa collezione e la realizzazione del Centro di documentazione multimediale, da cui e’ possibile connettersi alla banca dati del Museo di Roma, accessibile anche via Internet. Un servizio indispensabile per un museo moderno, ha detto la curatrice della mostra Maria Elisa Tittoni, ancora di piu’ per quello ‘in itinere’ di Palazzo Braschi, che con ‘Il Museo racconta la citta” entra nella storia di Roma attraverso diverse sfaccettature.

Si inizia con le sale al primo piano, splendidamente illuminate (ma e’ un’esperienza anche la scala d’onore con statue del II secolo, stucchi e marmi) dove sono esposti dipinti e statue raffiguranti i fasti della citta’ papale e dei pontefici, a cominciare da Pio VI Braschi, il cui busto e’ stato acquistato due anni fa dagli eredi della famiglia. Davvero sorprendente la seconda sezione della mostra, dedicata ai luoghi della citta’ eterna, dove troneggia uno studiolo di legno intagliato con 18 vedute di Roma su pergamena. Molti i dipinti che raccontano una citta’ che non c’e’ piu’, Piazza del Popolo al tramonto, vedute del Quirinale (che hanno interessato moltissimo il Presidente Ciampi), un’irriconoscibile Piazza Navona senza chiese e fontane.

La terza sezione mostra il mondo dell’arte e della cultura, mentre la quarta, al secondo piano, e’ incentrata sulle grandi famiglie protagoniste della scena romana. Si comincia con l’arazzo dei Barberini e il dipinto che raffigura il torneo in onore di Cristina di Svezia. Molte sale sono dedicate ai Rospigliosi, con ritratti di fanciulli e amatissimi cavalli. Mentre dei Torlonia e’ ricostruita l’atmosfera del palazzo demolito nel 1902 ed in particolare la straordinaria Alcova, restaurata grazie all’intervento di Lottomatica e degli Amici dei Musei.

Fonte:ANSA