MECENATI DEL NOVECENTO

Supporto degli artisti e diffusione delle loro opere è toccato prima a Papi, Principi, grandi banchieri, poi, a partire dall’Ottocento, alla borghesia dell’industria e della finanza il cui apporto oggi è minore nei confronti di Fondazioni, Istituzioni, Musei, Banche, Agenzie di pubblicità e comunicazione, tycoon della moda.

Scrissero Robertson, Russel, Lord Snowdon in Private new: “Il Sistema incoraggia la promozione, la pubblicità, il continuo cambiamento, un ritmo di produzione accelerato e un atteggiamento da show business verso qualcosa … che aveva costituito un’attività solitaria e schiva dalla pubblicità”.

L’arte contemporanea, della quale sono strutture portanti manager e curatori, fa parte del consumo che produce un numero sempre più crescente di operatori, fattore dell’appiattimento della qualità. Il suo carattere sperimentale condiziona i giovani critici che nelle recensioni in riviste del settore si limitano alla cronaca o a impressioni senza addentellati al costume e alla storia. Pistoletto, valido esponente di quell’’Arte povera che gode di una notorietà sproporzionata alla sua importanza storica, nel curare la Biennale Internazionale Arte Giovane di Torino auspica un neorinascimento dall’unione dell’arte con il sociale fino al ludico dei situazionisti e all’utopia di Beuys, tutti artisti.

Tuttavia è evento irripetibile il Rinascimento nel suo contesto formale e collettivo, radicato nel territorio ed espressione del genio italico, permeato dalla fede nel Trascendente, espressione di una società di agricoltori e artigiani decimata da mortalità infantile, guerre, epidemie, dove le opere degli artisti sono passate al vaglio di una dura selezione da parte di un’aristocrazia colta e raffinata.

La mostra “Mecenati e pittori” (catalogo Skira) nello spazio ENEL luce per l’Arte a Villa Panza Menafoglio Litta di Biumo presso Varese, promossa dal FAI con il supporto di Fondazione Cariplo e della Provincia di Varese, è curata da Laura Mattioli Rossi, figlia del collezionista Mattioli i cui capolavori sono esposti alla Guggenheim Collection di Venezia.

La Mattioli ha scelto 20 opere di cui forniamo un elenco dai sintetici riferimenti, galleria di ritratti commissionati dai mecenati ad artisti con i quali intrattennero rapporti amicali e intellettuali:
1)Carlo Carrà, Ritratto di Marinetti;
2)Umberto Boccioni, Margherita Scarfatti. Amica di Mussolini fino alla promulgazione delle leggi razziali del 1938 che la costrinsero all’esilio, promosse il movimento del Novecento inaugurato alla Permanente di Milano;
3)Vittore Grubicy de Dragon, Ritratto di Arturo Toscanini, che collezionò opere di Benvenuto Benvenuti e di Grubicy, eccellente pittore, mercante e teorico del divisionismo;
4)Fortunato Depero, Ritratto di Gilbert Clavel, letterato;
5)Achille Funi, Umberto Notari nello studio di Piazza Cavour di Milano, fondatore del quotidiano “L’Ambrosiano”, animatore del futurismo;
6)Man Ray, Ritratto della Marchesa Casati Bay, che rivoluzionò la tecnica della fotografia, da documento a opera d’arte, fu uno dei ritrattisti della fascinosa donna, ricordiamo tra gli altri Alberto Martini;
7)Adolfo Wildt, Ritratto di Arturo Toscanini;
8)Giorgio De Chirico, Ritratto di Casella, musicista;
9)Alberto Savinio, Ritratto di Waldemar George, critico, attivo nella Francia degli anni ’20 e ’30;
10)Massimo Campigli, Ritratto di Adriano Pallini, couturier;
11)Massimo Campigli, Ritratto della famiglia Ponti, architetto;
12)Massimo Broglio, Autoritratto, editore;
13)Marino Marini, Ritratto di Lamberto Vitali, imprenditore, giornalista, studioso di letteratura, grafica, fotografia, archeologia;
14)Renato Guttuso, Ritratto di Eugenio Montale, il poeta fu pittore amatoriale di acquerelli;
15)Max Ernst, Matrimonio mistico, donato a Peggy Guggenheim, eccentrica collezionista che trasferì la sua raccolta a Palazzo Venier dei Leoni a Venezia;
16)Fortunato Depero, Gianni (Mattioli) e l’armadillo;
17)Marino Marini, Ritratto di Emilio Jesi, imprenditore;
18)Ritratto di Riccardo Jucker, imprenditore;
19)Asger Jorn, Portrait, Cardazzo II, che fece conoscere nella Galleria il Naviglio di Milano opere del Gruppo Cobra di cui Jorn è il maggiore esponente;
20)Andy Warhol, Ritratto di Carlo Monzino, imprenditore, collezionista, oltre che dell’artista americano, di arte giapponese, dei neoespressionisti tedeschi, della pop art, dell’informale francese e italiano, dell’Ottocento italiano e del neoclassicismo, di arte africana, vero gioiello della collezione che perfezionò curando i rapporti con gli studiosi dei musei americani e inglesi del settore e con gli specialisti italiani, Ezio Bassani, Aldo Tagliaferri, Roberto di Giacomo. Nell’onnivoro approccio al mondo dell’arte trovò un antidoto a una lacerante inquietudine esistenziale.

Autore: Floreanini Franco

Fonte:Arte Incontro in Libreria