L’Italia approva l’Unidroit

Anche il Senato, dopo la Camera (cfr. Il Giornale dell’Arte n. 177, mag. ’99, p. 12), ha votato il disegno di legge di “ratifica ed esecuzione dell’atto finale della conferenza diplomatica per l’adozione del progetto di convenzione dell’Unidroit sul ritorno internazionale dei beni culturali rubati o illecitamente esportati”. L’approvazione è dunque definitiva. La Convenzione dell’Unidroit (Istituto internazionale per l’unificazione del diritto privato), a differenza dell’analoga Direttiva Cee del 1993, che opera nell’ambito dei 15 paesi dell’Unione Europea, ha efficacia in tutti i paesi del mondo che la ratificano. Il testo della Convenzione, concordato nella conferenza diplomatica tenutasi a Roma nel giugno 1995 (cfr. n. 136, set. ’95, p. 4), ha per oggetto la restituzione dei beni culturali rubati e il ritorno di quelli illecitamente esportati; e stabilisce il principio che il possessore di un bene culturale rubato è obbligato a restituirlo e, se in buona fede, ha diritto a un indennizzo. La richiesta di restituzione dei beni rubati può essere avanzata da qualunque persona fisica o giuridica, ma la restituzione dei beni illecitamente esportati può essere richiesta solo dallo Stato.