L’Autunno dell’E-book

Quest’anno gli aficionàdos della carta, quelli che non riescono a immaginare come si possa preferire un «freddo» monitor alla«calda» cellulosa, hanno avuto la rivincita. Doveva essere un mezzo di comunicazione dalle potenzialità infinite capace di aprire la strada a prodotti nuovi, e invece è sparito. Che fine ha fatto l’e-book?

Quest’anno alla Fiera del Libro, che l’anno scorso aveva addirittura dedicato un’area interattiva al futuro della comunicazione, non ce n’era traccia. Eppure il suo valore era stato esaltato da tutti: con l’e-book i lettori hanno testi dinamici immagazzinati in un singolo supporto elettronico dalle dimensioni di un libro tascabile che permette non solo di leggere, ma anche ingrandire, annotare, sottolineare, linkare, ascoltare e aggiornare a costi bassissimi. L’e-book è stato definito l’ideale per l’editoria scolastica, i cosiddetti «libri utili».

Fazi, Mondadori e Piemme avevano scommesso sull’e-book anche per chi legge per passione del contenuto (per esempio, i romanzi gialli) e non dell’oggetto da conservare. E poi l’e-book permette di reintrodurre titoli usciti dal mercato o mai tradotti. I libri elettronici, dicevano gli editori un anno fa, se non si vendono non costano niente; se, invece si vendono, gli introiti sono quasi tutti puro profitto.

I profitti però non ci sono stati, di e-book si sono vendute poche decine di copie e anche l’e-commerce dei libri di carta non è decollato. Internet? Gli editori che ci hanno investito negli anni scorsi preferiscono non parlarne. Che cosa è successo? Da una parte ha sbagliato chi ci ha speculato sopra, facendone un cavallo di battaglia solo.perché era di moda. Dall’altra è chiaro che il principale ostacolo alla diffusione dell’e-book è la mancanza di un apparecchio per la lettura che sia comodo e costi poco.

L’apparecchio «migliore» esistente sul mercato è dell’americana Gemstar, caro anche negli Usa (minimo 300 dollari). Il «lettore italiano» Myfriend della Ipm.Net (www.ipm-net.com) oggi costa ancora 516 euro. E la Microsoft, regina del marketing che specula come sempre sull’effetto annuncio – questa volta del suo Tablet PC che arriverà solo a fine anno e non si sa quale prezzo avrà – gioca sul suo solito monopolio dei software per pc con il programma Microsoft Reader, tutt’altro che economico. A queste condizioni, come può svilupparsi il mercato?.La tecnologia è in una fase di transizione critica, ma gli esperti insistono a essere fiduciosi e parlano di decollo nel 2004. Ci sono esempi positivi d editori, come Laterza con il suo Manuale Internet di Gino Roncagli (scaricabile gratis in versione html dal sito, ma che continua a vendere bene le sue copie cartacee), che sperimentano con successo il Web senza perdere niente sulla carta. Ormai tutti gli editori hanno il loro bei sito ordine. Vale la pena crederci. Anche prima della rivoluzione industriale, nessuno avrebbe scommesso sulla macchina a vapore.

Autore: Anna Masera

Fonte:La Stampa