IMOLA (Bo). Arte gotica. Affreschi ritrovati in San Francesco e in San Domenico.

E’ stata inaugurata a Imola (Bologna) la mostra ‘Arte gotica a Imola. Affreschi ritrovati in San Francesco e in San Domenico’. La mostra, curata da Claudia Pedrini, e’ promossa da Città di Imola, Assessorato alla Cultura, Musei Civici di Imola con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola.

La mostra e’ patrocinata dalla Soprintendenza Beni Artistici di Bologna, dall’IBC (Istituto Beni Culturali della Regione Emilia – Romagna), dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Provincia di Bologna.

La particolare esposizione, che prosegue fino all’8 giugno, e si snoda attraverso un percorso artistico tra diversi luoghi storici della città, mostra al pubblico, per la prima volta nella sua interezza, importanti episodi artistici di area imolese databili al periodo gotico.

Punto di partenza ed epicentro dell’esposizione e’ il Museo di San Domenico, dove sono presentate numerose opere tra dipinti, oreficerie e miniature, testimonianza della varietà e della ricchezza della cultura figurativa imolese di quel periodo. Parte integrante della mostra, all’interno del Museo, anche l’ex Capitolo del convento dove si trovano altri affreschi riscoperti tra i quali un ritrovamento di grande importanza storico artistica: entro una piccola nicchia sopra l’ingresso, l’affresco di Cristo che esce dal sepolcro una Imago pietatis, pittura trecentesca riapparsa dopo oltre 500 anni e in ottimo stato di conservazione.

Il percorso espositivo prosegue in altri due importanti contenitori architettonici, in cui si trovano i piu’ significativi materiali figurativi ancora in situ: nella ex Chiesa di San Francesco, oggi Biblioteca Comunale, sono stati ritrovati in modo inaspettato e riportati a visibilità dopo un lungo periodo di restauro, alcuni affreschi tra cui il brano pittorico di maggior interesse che raffigura La Madonna della Misericordia tra angeli e santi; un altro notevole ciclo di affreschi e due significative lastre tombali si trovano nella Cappella delle Laudi nella Chiesa di San Domenico dove, all’esterno, particolare rilievo riveste il grande portale in cotto (1340).

Corredo ideale dell’esposizione, il volume di studi-catalogo Arte Gotica a Imola- Affreschi ritrovati in San Francesco e in San Domenico (collana Storie e Immagini 2, Editrice La Mandragora), curato da Claudia Pedrini con numerosi contributi di studiosi e critici dell’arte. Il volume e’ realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola.

Arricchiscono la mostra numerose attività didattiche e divulgative collaterali, come alcune conferenze sul tema del gotico imolese, visite guidate e attività laboratoriali.

La mostra in dettaglio:

Chiesa di San Francesco, attuale Biblioteca Comunale
Costruita sul modello della chiesa madre di Assisi, di particolare interesse sono i dipinti ritrovati nella cappella maggiore della chiesa inferiore di cui la fine dei lavori di edificazione e’ databile al settimo decennio del secolo XIV. La presenza di affreschi nella ex-chiesa inferiore di S. Francesco fu rivelata, nel 1982, dal ritrovamento di intonaci dipinti all’interno della cartoleria che da tempo occupava alcuni spazi dell’antica struttura. La rimozione, in questa fase solo parziale, di spessi strati di intonaco e di imbiancatura, permise la scoperta di un dipinto murale, posto sulla parete nord, raffigurante la Madonna della Misericordia, dalle caratteristiche tecniche tipiche di un affresco trecentesco. La prosecuzione dei lavori fu sottoposta a numerosi rallentamenti ed interruzioni dovuti alle complesse esigenze del cantiere edile che portava avanti, contemporaneamente, il recupero architettonico della chiesa.

Nel corso del tempo sono cosi’ riaffiorate decorazioni e scene tra cui sulle vele del catino i Quattro Evangelisti, sulla parete destra L’ultima cena del Cavaliere di Celano, ma sicuramente l’affresco piu’ significativo rimane la Madonna della Misericordia con al centro la Vergine che solleva il mantello foderato di vaio e accoglie i devoti inginocchiati. La vicinanza con Bologna impone una prima riflessione sulla pittura emiliana, in realtà la lettura stilistica del critico Alessandro Volpe si sposta verso l’area marchigiana e umbra. Pare dunque che cercare le radici di cultura figurativa della Madonna di Imola significhi avventurarsi a ripercorrere una delle piu’ affascinanti vicende trecentesche, poiche’ se l’autore si formo’ tra le originalissime personalità attive tra Fabriano e Tolentino intorno o poco dopo la metà del secolo, ebbe la possibilità di attingere all’ingegno del Maestro di Campodonico singolare tramite di quanto i maggiori pittori italiani avevano espresso nella Basilica Inferiore di Assisi.

Chiesa di San Domenico, Cappella Delle Laudi
All’interno della Chiesa di San Domenico si accede all Cappella delle laudi attraverso un breve corridoio frutto di una trasformazione settecentesca, qui sono murate a parete le lapidi terragne di Colaccio Beccadelli (1341) e Bartolomeo Ferraldi (1398).
Le pareti sono interamente occupate da scene affrescate che i restauri del 2003-04, voluti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, hanno restituito a maggiore leggibilità. Dopo gli studi del critico Alberto Graziani del 1940 l’attuale intervento di Alessandro Volpe si configura come lo studio piu’ completo finora realizzato. Tra gli affreschi si segnala il brano pittorico con Sant’Orsola cui la cappella era dedicata

Museo di San Domenico, Capitolo
I dipinti trecenteschi recentemente trovati all’ingresso dell’antico capitolo domenicano si mostrano come reperti estremamente significativi, poiche’ non esistono piu’ in questa città altre testimonianze di pittura per i tempi in cui collocheremo il compimento di questi preziosi resti.
Si tratta dei dipinti murali che decorano la nicchia soprastante l’ingresso e l’intradosso del portale, raffiguranti l’Imago pietatis, ed i santi Domenico e Pietro Martire.
Il restauro del 2006 ha restituito l’architettura e parti delle decorazioni di un’intera parete medievale: eliminati i tamponamenti cinquecenteschi delle bifore e quello settecentesco del portale d’ingresso la facciata del capitolo e’ tornata alla sua forma gotica.
Il ripristino ha permesso la scoperta di una nicchia (di cui non si conosceva l’esistenza), posta alla sommità del portale, entro la quale e’ un’Imago Pietatis trecentesca. Era non piu’ visibile già dalla fine del XVI secolo, mai citata dalle fonti, coperta da un’immagine della Madonna della Misericordia (ora staccata), riappare dopo oltre cinquecento anni, in ottimo stato di conservazione. L’opera e’ ascrivibile ad un pittore bolognese della generazione precedente a Vitale da Bologna.

Museo di San Domenico, Mostra
Il museo e’ ospitato in uno degli edifici maggiormente significativi per arte e storia del centro storico di Imola. Convento domenicano di origine duecentesca con due chiostri di impianto quattrocentesco, ha risentito attraverso i secoli degli eventi culturali e sociali che si sono succeduti. Attualmente ospita, in allestimento provvisorio, la Pinacoteca civica e la sezione di archeologia del Museo Giuseppe Scarabelli, ma e’ in corso un importante lavoro museografico che porterà nel corso del 2009 al riallestimento completo di queste due collezioni, occupando l’intero primo piano del convento.
La mostra, collocata a piano terra, ospita una scelta di opere che testimoniano la ricchezza della cultura figurativa del periodo, tra queste la tavola con la Madonna della spiga di Simone de Crocefissi (1355 ca.), il reliquiario Busto di San Cosma (1387), il Polittico di Giovanni da Riolo (1433).

Info:
Sedi della mostra: Inizio percorso e biglietteria: Museo di San Domenico, via Sacchi 4;
Biblioteca comunale ex chiesa inferiore di San Francesco;
Chiesa di San Domenico, Cappella delle Laudi.
Orari Giovedi’ 20-23 – sabato 16-19 – domenica 16-19 – ingresso libero
Tel 0542 60 26 09
Ingresso mostra: 3 euro

 

Link: http://www.comune.imola.bo.it/museicomunali

Email: musei@comune.imola.bo.it

Fonte:Undo.net