IL LIBRO DEI LIBRI

Treno interregionale delle 8,20 da Milano per Torino. Alla stazione di Magenta sale un giovane sui trent’anni, vestito con eleganza. Appena seduto, estrae dalla tasca interna della giacca blu un Pocket PC, uno di quei computer molto usati come agenda. E subito si mette a trafficare con una “penna elettronica”: chiaramente sta organizzando gli appuntamenti della giornata. Concluse queste operazioni, alza l’apparecchio all’altezza degli occhi e rimane immobile fissando lo schermo.

“Mi scusi”, gli domando dopo qualche istante, incuriosito. “Che cosa sta facendo?”. “Leggo” risponde con naturalezza. “Leggo un eBook, un libro elettronico. Lo sa che cos’è?”.

Certo che lo so. Ma dopo due anni di grandi discussioni sul libro elettronico, dopo che sugli entusiasmi della prima ora è parso prevalere nei giornali di casa nostra il partito di chi ha dato frettolosamente già per morto e sepolto questo nuovo modo di pubblicare e leggere i libri, scoprire un giovane professionista che legge un eBook in treno e lo fa sul piccolo schermo di un Pocket PC è l’ennesima conferma che, al di là delle analisi degli esperti o presunti tali, delle previsioni e delle strategie editoriali, chi alla fine decide è, per fortuna, soltanto lui, il lettore, ovvero il mercato. “Peccato che ci siano ancora troppo pochi eBook in italiano” si lamenta il mio interlocutore. “Per fortuna, conosco l’inglese e allora trovo tutti i libri elettronici che voglio…”

Nel mondo anglosassone, il libro elettronico è una realtà che viene ormai presa molto sul serio. Bastano due dati. Se alla fine del 2001 si erano venduti on line eBook per soltanto 300 mila dollari, alla fine del 2002 le vendite sono salite a 2 milioni di dollari. Un boom confermato dai dati del primo semestre 2003 e che pare avere un nome: Tablet PC. Se all’inizio, infatti, c’era il libro elettronico con il DRM (il Digital Right Management) per la protezione dei file da copie illegali ma non il “supporto” ideale su cui poterlo leggere, ora pare davvero che l’uovo abbia trovato la sua gallina o viceversa. No, niente apparecchi creati solo per leggere l’eBook e con prezzi impossibili, meglio invece portatili che, oltre a svolgere le funzioni di qualsiasi altro computer (con all’incirca lo stesso prezzo, poco sopra i 2000 euro), hanno una marcia in più. Hanno cioè la possibilità di liberare lo schermo dalla sua tastiera e di utilizzarlo come un altro computer nel computer. Vi si può scrivere a mano con una speciale penna elettronica e, se lo si desidera, la propria calligrafia viene riconosciuta e trasformata in “dattiloscritto” (questo è già possibile se si scrive a mano in inglese, francese, tedesco e, dalla fine di quest’anno, anche in italiano); si può navigare in Internet, inviare e ricevere e-mail; si possono avere tutte le utilità di qualsiasi altro computer ed è naturalmente possibile leggere i libri elettronici. Ma in maniera più comoda, su uno schermo verticale della grandezza di una pagina in formato A4 e con una eccellente definizione del carattere grazie alla tecnologia Clear Type che Microsoft ha messo a punto per gli eBook nel formato per MsReader.

Migliaia sono i libri elettronici che ci possono seguire ovunque dentro questa “tavoletta” che pesa un chilo e ottocento grammi, tastiera e custodia comprese; oltre cento sono invece quelli memorizzabili in un Pocket PC, praticamente un lettore per eBook tascabili, del costo di circa 400 euro. Con questa comoda modalità di lettura comincia a trovarsi in seria difficoltà il partito di chi rifiuta, a priori, l’eBook, il quale peraltro non ha alcuna intenzione di sostituirsi al suo fratello più vecchio. A parte la grande comodità di avere sempre al seguito, senza pesi aggiuntivi, praticamente una intera biblioteca, c’è l’altro di poter ingrandire a piacimento il corpo del carattere riuscendo così a rendere la lettura agevole a chi ha problemi di vista. Ma anche quando si fosse stanchi o quando si volesse continuare la lettura guidando oppure per chi non ha la fortuna di vedere, ecco che per la fine dell’anno è in arrivo sul Tablet PC l’opportunità di farsi leggere il libro. Proprio così: da una amabile voce sintetizzata (maschile o femminile, a scelta). Chi aveva troppo frettolosamente celebrato il fallimento del libro elettronico dovrà ricredersi. L’eBook in Italia c’è e ci sarà sempre di più.

CHE NE PENSANO GLI EDITORI

Che cosa pensano gli editori italiani dell’eBook? C’è fiducia nell’apertura di questo nuovo mercato culturale?

Durante la Fiera Internazionale del Libro che si è svolta a Torino nel mese di maggio è stata condotta da un team di EmotionBook coordinato da Patrizia Cimberio, per conto di “365 giorni in Fiera” ( fttp://www.365giorni.fieralibro.net ), una ricerca su un campione di cento editori espositori. Dai risultati sono emersi dati confortanti sulle prospettive di questa nuova tecnologia, che anticipiamo su “Tuttoscienze”.

Innanzitutto, ben il 98 per cento degli intervistati dimostra di sapere che cosa sia un libro elettronico e, anche se solo il 16 per cento di questi afferma di averne già realizzati alcuni, c’è un sostanzioso 47 per cento che manifesta la ferma intenzione di cominciare a produrne nei prossimi mesi.

Per quanto riguarda le scelte tecnologiche, si registra una situazione di parità tra chi preferisce l’eBook nel formato per MicrosoftReader e quello nel formato Adobe Pdf, mentre nessuno degli intervistati dice di essere interessato al formato per il Palm.

Fra i vantaggi del libro elettronico si sottolineano, in percentuali che oscillano fra il 21 e il 29 per cento, la disponibilità immediata, i minori costi di produzione e distribuzione, la trasportabilità e l’interattività.

Gli svantaggi del libro elettronico sono invece, per il 27 per cento, la difficoltà di lettura e quindi, a decrescere fino al 16 per cento, rispettivamente la scarsa disponibilità di titoli in eBook, la scarsa propensione della gente agli acquisti on line, l’elevato costo dei computer per leggerli. Tutte risposte che, in questo caso, dimostrano una carenza di informazioni e che paiono credenze infondate, tranne quella che vi è ancora, in Italia, una offerta limitata di libri in formato elettronico.

Idee molto più chiare gli editori intervistati mostrano di avere sul prezzo al quale debbono essere venduti gli eBook rispetto ai libri cartacei: il 72 per cento dichiara che devono costare di meno e, fra questi, il 45 per cento opta per un prezzo molto inferiore. Infine, mentre il 43 per cento afferma di conoscere il Tablet PC, l’80 per cento si dichiara convinto che questo tipo di computer contribuirà notevolmente alla diffusione del libro elettronico. Molto più scettici sono invece sulla lettura di eBook nei piccoli Pocket PC. Il 71 per cento ritiene che lo strumento sia inadeguato, a fronte del 29 per cento che lo considera perfettamente funzionale anche per questo scopo.

IL PROBLEMA DEI DIRITTI D’AUTORE

L’eBook ha tutte le premesse per diventare la grande occasione per i medi, piccoli e piccolissimi editori: cioè le centinaia di case editrici ricche di impegno culturale e di idee ma con scarsi mezzi finanziari e sempre alle prese con problemi come la scarsa visibilità dei loro volumi nelle librerie, le rese e le giacenze nei magazzini.

Con l’eBook tanti di questi problemi scompaiono. Sono marginali i costi di produzione, non esistono più rese e giacenze, diventa inutile avere un magazzino, non occorre preoccuparsi delle ristampe perché i libri elettronici non si esauriscono mai e anche la visibilità dei volumi è garantita on line.

Ma questa grande occasione epocale rischiava di non essere colta dai medi, piccoli e piccolossimi editori. Sì, perché è significativo l’investimento tecnologico da fare, non tanto per produrre gli eBook, quanto per poterli vendere in maniera sicura, con il DRM (il Digital Right Manegement), per garantire cioè la non copiabilità dei file come la protezione del copyright e del diritto d’autore.

Da questa constatazione è nato il Progetto eBook di “365 Giorni in Fiera” (la Fiera Internazionale del Libro di Torino sempre aperta on line: http://www.365giorni.fieralibro.net ) e Microsoft. Un ambizioso progetto che mette innanzitutto a disposizione degli editori italiani la struttura tecnologica necessaria per vendere i libri elettronici in maniera protetta nella “Libreria Internazionale degli eBook” (realizzata in collaborazione con Overdrive ed EmotionBook), dove si trovano anche i titoli prodotti in qualsiasi altra lingua.

Qui le case editrici che aderiscono a “365 Giorni in Fiera” possono offrire in esclusiva i loro libri elettronici, entrando nel nuovo mercato alla pari con tutti gli altri editori, senza sostenere alcun investimento e accettando solo di pagare una piccola percentuale sulle copie vendute.

Il Progetto eBook prevede anche un articolato programma per guidare le case editrici verso questo nuovo tipo di produzione editoriale. Un programma che ha dato vita, nei cinque giorni dell’ultima Fiera del Libro, al Laboratorio Permanente sugli eBook in cui circa sessanta editori hanno potuto avere un primo contatto con la realtà del libro elettronico e che, da settembre, si svilupperà in una serie di workshop a Torino, Milano, Firenze, Roma e Napoli, durante i quali gli specialisti di Microsoft, di EmotionBook e di “365 Giorni in Fiera” insegneranno agli editori come produrre gli eBook.

Autore: Luciano Simonelli

Fonte:La Stampa – Tuttoscienze