GLI UFFIZI SENZA PIU&#8217 SOLDI. L&#8217ENEL: STACCHIAMO LA LUCE

Al buio Giotto, Botticelli, Leonardo e tutti i capolavori degli Uffizi. Luci spente anche sul David alla Galleria dell’Accademia, e sui sepolcri scolpiti da Michelangelo alle Cappelle Medicee. Per ora è una minaccia, ma potrebbe accadere se il polo museale fiorentino non pagherà la bolletta dell’Enel di 250 mila euro.
L’ultimatum – “che vergogna, è la prima volta che accade”, mormorano in soprintendenza – è contenuto in una lettera di sollecito che giace sul tavolo degli uffici amministrativi. Non è il solo conto inevaso e penalizzato da more. Il pacchetto di fatture e forniture da saldare è ben nutrito. Le casse della soprintendenza, da marzo diventata speciale e autonoma come Venezia, Napoli e Roma – sono completamente a secco: non solo non ci sono soldi per pagare la bolletta dell’Enel, ma neppure per provvedere alle spese correnti, alla normale manutenzione, fino a toccare le forniture di asciugamani, estintori, carta igienica. Mancano i fondi ordinari per le spese 2002 del polo museale. Ossia non sono mai arrivati dal ministero i 3 milioni di euro necessari a farla funzionare, a pagare la gestione ordinaria e i lavori programmati per quest’anno. “Se fossimo un’azienda avremmo il bilancio in profondo rosso”, ammette l’ex ministro e ora soprintendente speciale Antonio Paolucci.

Solo debiti, frutto dell’autonomia amministrativa rimasta sulla carta. “E’ stato smantellato il vecchio sistema dei trasferimenti, ma non è stato attivato con un regolamento il passaggio al nuovo, all’autonomia. E il ministero si è dimenticato di darci i soldi – dichiara la direttrice dell’Accademia Franca Falletti – Che dire? Anche questo è uno dei modi, tutt’altro che dignitosi, per mettere alle corte il sistema pubblico”.

“Tutti i musei sono in una situazione drammatica”, aggiunge la direttrice degli Uffizi Annamaria Petrioli Tofani. Ditte e fornitori che aspettano di veder saldati crediti da gennaio. Lavori già fatti, o in corso e bloccati. Eppure il polo museale fiorentino – che comprende Uffizi, Accademia, Cappelle Medicee, Bargello, i musei di Pitti, il giardino di Boboli, le ville medicee, i cenacoli, ecc. – dovrebbe avere precisi poteri per gestire un suo bilancio, autonomia di incassi e spese, con un suo consiglio di amministrazione e quant’altro riguardi la nuova gestione tenuta a battesimo dal ministro Giuliano Urbani.

“Aspettiamo ancora il regolamento, doveva arrivare in estate. Intanto servono i soldi per i debiti”, prosegue Paolucci. L’atteso regolamento attuativo è fermo negli uffici del ministero. Un’impasse burocratica che ha lasciato le casse della soprintendenza completamente vuote. Cosa dicono al Collegio Romano? Da un mese la risposta è sempre la stessa: questione di giorni. Invece, denunciano in soprintendenza, è a rischio il funzionamento di tutti i musei. E battono cassa anche svariate ditte che hanno eseguito lavori e restauri.

Leonetto Mugelli, che dirige un’impresa edile con maestranze specializzate e che da tre generazioni opera alle dipendenze della soprintendenza, invita alla pazienza: “Non era mai capitato un simile ritardo. Si dice che è colpa della nuova gestione, e che si deve sperare di avere i soldi tra un po’. Magari ci arriva il regalo di Natale”.

Autore: Amorevoli Mara

Fonte:La Repubblica