ERCOLANO (Na): Il signor Packard viene a Ercolano.

The Art Newspaper, l’edizione internazionale del nostro giornale edita a Londra e New York, ha ricevuto questa lettera del signor David W. Packard da Los Altos in California, datata 13 febbraio: “In un recente articolo nel Sunday Times, Robert Harris (ndr: l’autore del best-seller “Pompei”) ha vividamente evocato il sogno persistente di ogni studioso di scoprire opere perdute di Aristotele, Livio o Saffo nella Villa dei Papiri a Ercolano.

Egli può aver indotto nei lettori l’erronea impressione che la mancanza di risorse finanziarie spieghi l’attuale moratoria di scavi ulteriori nella Villa. Sono il Presidente del Packard Umanities Institute (PHI), una Fondazione americana che eroga fondi per le opere in corso a Ercolano. PHI inoltre sostiene altri progetti archeologici, tra cui gli scavi inglesi a Butrinto in Albania e a Lefkandi in Grecia. Nel 2000 avevo visitato Ercolano con lo scopo specifico di indagare se PHI poteva offrire il supporto di ulteriori scavi dell’allettante Villa dei Papiri. Mi accompagnava il professor Andrew Wallace-Hadrill. Essendo stato a mia volta uno studioso della classicità, le mie motivazioni erano in gran parte quelle descritte così bene da Robert Harris. Fu invece immediatamente ovvio per me (come lo è stato per qualche tempo per il professor Wallace-Hadrill) che la conservazione a lungo termine e il mantenimento del sito scavato di Ercolano fossero la priorità assoluta e che fin quando la situazione non fosse migliorata ulteriori scavi sarebbero sembrati un’irresponsabile caccia al tesoro. Ebbi un fecondo incontro col soprintendente Guzzo e concordammo che PHI avrebbe collaborato e offerto fondi con il team di Guzzo nel loro sforzo di definire e realizzare un piano globale di conservazione del sito. PHI ha già destinato diversi milioni di dollari a tal fine. Il lavoro è stato fatto da eccellenti specialisti italiani, che hanno lavorato con un comitato internazionale di consulenza scientifica diretto dal professor Wallace-Hadrill. Quando gli italiani decideranno che è il tempo di riprendere gli scavi della Villa dei Papiri, la nostra fondazione è pronta a offrire l’appropriato supporto finanziario. Per il momento, la conservazione è la priorità responsabile”.

Riportiamo questa lettera per la sua illuminante pertinenza con lo stato delle cose del patrimonio artistico italiano: nella fattispecie, la difficoltà oggettiva di poter assicurare le condizioni necessarie per la prosecuzione di importanti scavi malgrado la disponibilità di risorse finanziarie adeguate. Ci è parsa una testimonianza significativa nel momento in cui il Touring Club rende nota la sua indagine 2005 sul turismo culturale e la terza Conferenza degli Assessorati culturali di Regioni, Province e Città d’arte svoltasi a Roma (10-12 febbraio) per iniziativa di Federculture e altri enti si è preoccupata dello stesso tema. Risulta che l’Italia per i propri Beni artistici e culturali spende 57 euro per abitante (3.314 milioni di euro): parecchio meno di Francia (119 euro per abitante, pari a 7.105 milioni) e di Germania (99 euro per abitante, pari a 8.193 milioni). Vediamo se qualcuno avrà il coraggio di sostenere che siamo talmente ricchi di opere d’arte da poterci permettere minori investimenti: a noi sembra un esempio di incomprensibile cecità imprenditoriale in un paese industrialmente declinante, se si considera che il 30% (77 milioni) dei turisti viene in Italia per l’interesse artistico. Per molte nostre città, il turismo costituisce la principale risorsa economica. Anche gli investimenti regionali sono vistosamente inferiori: noi spendiamo 1.200 miliardi, 4.600 la Francia, 7.200 la Germania. Nel momento in cui ci apprestiamo a votare il rinnovo dei governi regionali, teniamone conto. Purtroppo la nostra inchiesta ci ha permesso di appurare a meno di due mesi dalle elezioni una desolante, generalizzata mancanza di programmi e di candidati specifici per il settore culturale. Anche il “Corriere della Sera” lamenta che la regione col più ricco bilancio d’Italia, la Lombardia, risulti vergognosamente terz’ultima nell’investimento in cultura pro capite: 4,23 euro per cittadino, meno di un terzo dei 13,96 della media italiana. Significativo è l’investimento delle Regioni Autonome (e ciò dovrebbe far riflettere quanti ancora temono il decentramento, anche se sottoposto a controllo di Stato e regolato da leggi nazionali): la prima è la Val d’Aosta che investe 219,18 euro per cittadino, 51 volte più della Lombardia, seguita da Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.

Fonte:Il Giornale dell’Arte on line