Elisabetta ANDREASSI: Con il CEDAD (Centro di datazione e diagnostica) anche in Italia il passato remoto ha un futuro.

L’Università di Lecce ha realizzato il primo Centro italiano per la ricerca e il servizio di datazione con il radiocarbonio. Si chiama CEDAD – CEntro di Datazione e Diagnostica e dispone di un acceleratore di particelle Tandetron, in grado di effettuare la spettrometria di massa ad alta risoluzione, la stessa tecnica che nel 1989 consentì ai laboratori di Oxford, Zurigo e Tucson di datare la Sacra Sindone.

I reperti inviati al CEDAD passano attraverso diverse fasi di analisi.
Dopo una prima classificazione, che comprende tutte le informazioni riguardanti lo stato di conservazione, dal reperto viene prelevato un campione che viene sottoposto ad osservazione mediante microscopia ottica.

Le fasi successive prevedono trattamenti acido-base-acido che eliminano le contaminazioni. Il campione così decontaminato, viene successivamente convertito in anidride carbonica mediante combustione in ambiente ossidante o acidificazione. L’anidride carbonica viene poi trasformata in grafite per riduzione catalitica su ferro in atmosfera di idrogeno.

Il laboratorio dispone anche di sistemi per l’estrazione di contaminanti particolarmente aggressivi o persistenti, quali i materiali solitamente utilizzati durante le fasi di restauro o consolidamento dei reperti (colle, cere, resine).

Il carbonio contenuto nel campione da datare, trasformato in grafite, viene posizionato nella sorgente dell’acceleratore. Per bombardamento ionico della grafite viene estratto un fascio di particelle che contiene gli isotopi del carbonio. Questi vengono accelerati e spinti attraverso un campo magnetico che li lancia su traiettorie diverse, a seconda che si tratti di ioni di C12, C13 o C14: ciò rende possibile la misura separata dei tre isotopi e dunque, la quantificazione di C14 presente nel campione.

La novità assoluta della tecnica è che essa consente di operare analisi non distruttive con prelievo di quantità di pochi milligrammi, vale a dire migliaia di volte meno di quanto richieda il metodo tradizionale, in tempi molto più brevi e con risultati molto più attendibili.

Le applicazione possibili vanno dall’Archeologia alla Biologia, dalla Fisica, alla Geologia fino ad arrivare all’Ingegneria, all’Ambiente e alla Medicina legale.

La precisione standard nella misura del rapporto 14C/12C, è dello 0.5% per campioni moderni (con età inferiore a 2000 anni), che si traduce in un incertezza nella data non calibrata di ± 40 anni; l’incertezza della misura può cambiare in modo significativo in funzione dell’età del campione, diminuendo, in genere, per campioni più antichi. A richiesta il CEDAD effettua misure di alta precisione fino a ± 25 anni.

Il CEDAD garantisce l’accuratezza delle proprie determinazioni mediante misure di campioni standard forniti dagli organismi internazionali di normazione, quali la IAEA, e confrontando i propri risultati con quelli ottenuti in altri laboratori all’estero.

Il CEDAD offre i propri servizi a Università, Enti di Ricerca, Regioni, Province, Comuni, Fondazioni, Nuclei di Tutela del Patrimonio Culturale e Istituti Religiosi.

Nel laboratorio Tandetron vengono effettuate, anche, analisi con fasci ionici, che consentono uno studio non distruttivo della composizione del materiale dei manufatti.

All’interno del CEDAD opera pure l’Optolab, un laboratorio che dispone di sistemi per indagini riflettografiche e termografiche.

La Riflettografia IR è una tecnica ottica di indagine non distruttiva per l’analisi di superfici dipinte (affreschi, dipinti su tela, tavole), che si basa sulla trasparenza all’infrarosso degli strati pittorici; essa consente di visualizzare quindi gli elementi sottostanti lo strato visibile.

La Termografia è una tecnica diagnostica non distruttiva, che si basa sull’emissione di corpo nero degli oggetti: dall’analisi di transitori termici forzati o naturali e quindi dall’analisi dei flussi di calore in gioco, si risale al tipo e alla distribuzione dei materiali e dei difetti presenti in un manufatto.

E’ in corso di realizzazione un sistema di microscopia e spettroscopia FTIR per l’indagine molecolare di pigmenti, contaminazioni, metalli antichi, concrezioni.

Per conoscere in dettaglio le attività del CEDAD, i servizi offerti ed i relativi tariffari, è possibile consultare il sito www.cedad.unile.it, oppure contattare:
CEDAD – Centro di Datazione e Diagnostica – Dipartimento di Ingegneria dell’ Innovazione – Università degli Studi di Lecce – c/o Cittadella della Ricerca SS. 7 Km. 7+300 72100 Brindisi – Italia
Tel. +39 0831/507372 – Fax. +39 0831/507408

Autore: Elisabetta Andreassi

Email: info-cedad@unile.it