CASTELFIORENTINO (Fi). Benozzo Gozzoli e Cosimo Rosselli nelle terre di Castelfiorentino. Pittura devozionale in Valdelsa.

La mostra «Benozzo Gozzoli e Cosimo Rosselli nelle terre di Castelfiorentino. Pittura devozionale in Valdelsa» a cura di Serena Nocentini e Anna Padoa Rizzo, apertasi il primo maggio (sino al 31 luglio) nel Be.Go. Museo Benozzo Gozzoli rientra nell’ambito dell’iniziativa «La città degli Uffizi», voluta da Antonio Natali per promuovere realtà museali «minori» attraverso il prestito di opere conservate nei depositi degli Uffizi.
Nel nuovo museo dedicato al pittore sono conservati i tabernacoli con la «Visitazione» e la «Madonna della Tosse» affrescati da Benozzo Gozzoli fra il 1484 e il 1491, attorno ai quali ruotano le 14 opere esposte, dalla tavola del Beato Angelico, proveniente dai Musei Vaticani, ai dipinti di Cosimo Rosselli e di Benozzo Gozzoli da Assisi, Vicchio e Città di Castello, insieme ad altri meno noti ma di notevole interesse: pale appartenenti a oratori e pievi, e dipinti conservati nei musei della Valdelsa senese, commissionate da conventi fondati da importanti ordini religiosi, confraternite locali, piccole comunità di devoti e famiglie facoltose.

Tra queste le opere eseguite da Benozzo dopo il 1463, quando si trasferisce da Firenze (dove era scoppiata la peste) a San Gimignano.
Varie le iniziative di valorizzazione del patrimonio artistico e paesaggistico.

Autore: Laura Lombardi

Fonte:Il Giornale dell’Arte on line