BIELLA. La doppia realtà mostra personale di Imer Guala.

La città rende omaggio a uno dei suoi artisti contemporanei più attivi con la rassegna ‘La doppia realtà”, aperta dal 3 luglio al Museo del Territorio. E’ una mostra antologica dei suoi ultimi lavori dagli anni Novanta ad oggi.
L’artista 82enne, di origini biellesi, attivo in Italia e all’estero con partecipazioni a esposizioni collettive e personali, presenta al Museo del Territorio, nei Chiostri di San Sebastiano, una selezione della serie dei rilievi dipinti.
Tra le opere esposte figurano “Il ritorno a casa di Ulisse” (1995), “Aspettando un eroe” (1995),  “Il monte prefigurato” (2005), “Scacco” (2006), “Il signore dei sogni” (2007) , “Possibile incontro” (2007).
I rilievi dipinti sono oli su tela, realizzati con metodo e ispirazione nuovi ma al tempo stesso evoluzioni della lunga ricerca artistica dell’autore, che sin dagli anni Quaranta si ispira a surrealismo e metafisica. Guala lavora alle icone e i luoghi dei miti classici reinterpretandoli in chiave personale.
Parte dagli insegnamenti appresi da Jean Cocteau, Giorgio De Chirico, Corrado Cagli, Paul Delvaux e li rielabora, con la leggerezza di sfondi in azzurro e rivisitando ogni volta il rapporto tra forma e materia.
I rilievi dipinti, alcuni dei quali già esposti a Teglio in una mostra a palazzo del Comune nell’estate 2007, sono stati descritti da Angelo Mistrangelo come un esempio di riflessione sul tempo e sul rapporto dell’uomo con la realtà: “Forme e colori concorrono alla piena resa del soggetto, mentre passato e presente, tensione emotiva e scrittura, sogno e realtà si fondono, si intersecano, si connettono in un tempo che è la vera e insostituibile stagione dell’artista”.
Hanno scritto di Imer Guala, nel corso degli anni, in saggi e cataloghi per le sue 80 mostre personali, Anna Caterina Bellati, Rossana Bossaglia, Azio Corghi, Luigi Tallarico, Paolo Levi.

Info:
Museo del Territorio Biellese, Chiostro di San Sebastiano – Biella, via Quintino Sella
Dal 3 luglio al 3 agosto 2008
Orario: da martedì a venerdì 15-19, sabato e domenica 10-19
Tel. + 39 015 2529345 – Fax+39 015 2432791

 

 


IMER GUALA. Testi critici

Ci si potrebbe soffermare a lungo sull’interpretazione di queste iconografie che nell’ultima produzione di Guala si sono fatte sempre più intense e misteriose, interpretabili in molti casi secondo direzioni opposte. Sottolineerò che sempre più negli ultimi tempi egli ha arricchito e resa più sostanziosa la tavolozza, si è soffermato su effetti pulviscolari, ha utilizzato sullo sfondo pennellate a fremito; sinchè, passato a una tecnica materica che dà corpo alla figura attraverso un rilievo, ha reso più pastoso il remoto del racconto, cioè appunto ha trasformato i simboli in un racconto, con una teatralità esplicita e, se si vuole, un addolcimento narrativo.

Rossana Bossaglia, 1999


Il mito contiene, infinitamente, la coazione a ripetere: per questo l’eroe non cessa mai di partire e insieme di tornare. Sulla scacchiera della memoria tutto può ricominciare sempre daccapo, non nella realtà. E mi è sembrato strano, dopo tutto, d’aver trovato questo messaggio scritto e riscritto nelle tele di un pittore sobrio, ma tenace ormai nelle sue “scoperte”…Non sapevo che Odisseo (mi ostino a chiamarlo alla maniera antica) aveva traslocato e adesso abita nella mia città.

Anna Caterina Bellati, 1998


Il percorso di Imer Guala appartiene alle esperienze della cultura artistica del Novecento, alle vicende di una ricerca vissuta come momento unico e irripetibile, a un linguaggio segnato da una personale figurazione. (…) Le mitiche figure, le forme geometriche immerse in una rarefatta e metafisica tmosfera, il profilo di montagne nella magia della luce del mattino, diventano messaggio e richiamo e tensione di “succhi letterari carichi di allusioni” (Luigi Carlucci), in una sorta di interiore recupero di una immagine, essenziale, sospesa, poetica: “Ci sono sempre altri crepuscoli,/altra gloria;/ io provo il logorarsi dello specchio/ che non si placa in una sola immagine” (Jorge Luis Borges)

Antonio Mistrangelo, 2006


Ancora oggi, nonostante il suo lungo percorso artistico, l’atto creativo è per Imer Guala un fare misterioso e irrompente. 
Nei suoi quadri delle costanti si ripetono: una breccia, un’apertura, uno sfondo ritagliato su un altro sfondo. Sono queste  metafore, le figure chiave indicative  della  “doppia realtà” che irrompe con forza – come un secondo piano – nella composizione del quadro? La rappresentazione dell’insistere  della “memoria” di cui parla l’artista? (…)
Questo nuovo ciclo di opere, che l’autore ha volutamente chiamato “rilievi dipinti”  rilevano in modo chiaro e netto una raggiunta sicurezza e serenità. Oserei dire non solo artistica.
Le sue figure prendono nuova forza, colori intensi e vivi, lievitano  sulla superficie piatta della tela,  quasi a volersi staccare dalla tela. Forse finalmente libere?

Letizia Lionello, 2007


E’ stata per me una grande emozione scoprire, al di là della coerenza inconfondibile del gesto pittorico di Imer, la sua ricerca timbrica oggi sempre più tesa ad includere vibrazioni di ‘altri colori’ rispetto a quelli che lo contraddistinguono (comunque presenti sullo sfondo).
Nello stesso tempo anche la ‘pennellata’ sembra volersi riappropriare di valenze espressive che appartengono alla sua formazione. Quella di autodidatta che, per amore e vocazione ‘sperimenta sulla propria pelle’. Queste opere recenti aiutano a comprendere il suo percorso artistico, fatto di duro lavoro e significativi riconoscimenti mai sufficientemente adeguati al valore dell’opera (ma queste sono le differenze fra chi per creare ha bisogno del silenzio e chi strombazza l’evento ancor prima della sua realizzazione).

Azio Corghi, compositore, 2007

Link: http://www.museodelterritorio.biella.it

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