BENI ARCHEOLOGICI: mappatura o condono?

Un disegno di legge sulla “sanatoria” degli oggetti antichi posseduti illegalmente.

Tra i tanti condoni tombali, l’Italia potrebbe vantare il fantastico primato di detenerne uno anche sui beni dell’antichità. Lo prevede un disegno di legge presentato in Consiglio dei Ministri che porta la doppia firma del ministro per i Beni culturali, Giuliano Urbani, e del Guardasigilli, Roberto Castelli.

Urbani preferisce parlare di “sanatoria per il possesso” (sino ad oggi illegale) di beni antichi giustificata dalla necessità di far emergere una parte notevole del nostro patrimonio ancora ignoto allo Stato.

Per gli oppositori delle possibili nuove norme, si tratterebbe, invece, di un vero “condono” che premia i tombaroli e tutti gli altri protagonisti di un mercato clandestino floridissimo oltre chi, ignorando la legge, è entrato illegalmente in possesso di reperti antichi.

Per Urbani, il disegno di legge consentirà di creare un’anagrafe degli oggetti archeologici in possesso dei privati con la facoltà, in alcuni casi, per lo Stato di acquisire particolari beni.

Le nuove norme avrebbero, in pratica, un doppio obiettivo: consentire una mappatura completa del patrimonio archeologico italiano e frenare il mercato illegale dei reperti antichi.

Il Comando dei Carabinieri per la Tutela del patrimonio condivide il contenuto delle norme proposte, appoggiate anche dal generale Roberto Conforti, che per 11 anni ha guidato il nucleo dei Carabinieri specializzato nei furti d’arte. Secondo Conforti, sarebbero milioni i pezzi passati clandestinamente dai siti archeologici alle case dei privati senza che nessuno ne conosca l’esistenza. Approvata la legge, sostiene Conforti, fresco di nomina alla presidenza della Società italiana per la protezione dei beni culturali (Sipbc), “non ci si potrà più nascondere: chi verrà in possesso di beni dovrà denunciarli”.

Autore: Vichi De Marchi

Fonte:Il Giornale dell’Arte