Arte e artigianato in terra di Puglia

Ruvo è certamente una località della Puglia che, durante il XIX secolo, restituì le maggiori quantità di materiale funerario dalle tombe della zona; gli scavi, per lo più effettuati dai possidenti dei terreni in cui si trovavano le necropoli, andavano a formare o ad arricchire le collezioni delle maggiori famiglie pugliesi del territorio.

E’ famosa, per esempio, la collezione Jatta, oggi conservata nel Museo Nazionale di Ruvo.

Ma il saccheggio delle tombe contenenti i bellissimi vasi attici e apuli portò anche a una grandissima richiesta e a un altrettanto grande mercato dei vasi, molti dei quali sono oggi conservati nei musei di tutto il mondo. La collezione di antichità Lagioia, acquistata nel 1997 dalla Regione Lombardia, è una delle più importanti della Puglia; apparteneva a una famiglia imparentata con gli Jatta ed è stata ricomposta nella sua unità dopo le numerose divisioni ereditarie. Essa comprende oltre 700 reperti e vi sono rappresentate tutte le classi di materiali funerari pugliesi: figurine, rilievi, bronzetti, alabastri, oggetti di osso e avorio, vetro e pasta vitrea, ma soprattutto i vasi greci e magnogreci che furono prodotti ad Atene e poi nella stessa Puglia dal V al II secolo a.C. Oggi la collezione, dopo l’affidamento da parte della Regione Lombardia alle Civiche Raccolte Archeologiche di Milano, viene aperta al pubblico nel Museo Archeologico, dal 7 marzo, con una sezione appositamente allestita, dal titolo “Vita e morte. Uomini e dèi di Magna Grecia nella collezione Lagioia”. Il percorso è stato suddiviso per temi, con una lettura delle scene figurate che offrono informazioni sulla vita quotidiana e sugli argomenti letterari e mitologici della società del tempo. Le due parti “Gli uomini e gli dèi” e “Gli uomini e i giorni” affrontano i principali temi legati alla vita religiosa e spirituale (devozione, Dioniso e il banchetto, Eros) e a quella quotidiana (matrimonio, moda, giochi, palestra, musica, cibo, animali). Per testimoniare il gusto collezionistico della fine dell’Ottocento sono stati inseriti nell’esposizione anche materiali falsi o di dubbia autenticità, sempre facenti parte della Collezione. Il Museo Archeologico di Milano diviene quindi uno dei più ricchi musei di testimonianze apule in Europa. In attesa del catalogo, in corso d’opera, è disponibile una guida completa con i testi dell’esposizione e 30 immagini dei maggiori reperti,

Autore: Donatella Caporusso

Fonte:Archeo – maggio 2002