Annibale CARRACCI: tra Roma e Bologna.

Una mostra straordinaria racconta la vita e la carriera di Annibale Carracci. A Bologna, la sua città nativa, presso il Museo Civico Archeologico dal 22 settembre 2006 al 21 gennaio 2007 e a Roma, la città della sua maturità artistica, presso il Chiostro del Bramante dal febbraio al marzo 2007

La prima esposizione monografica su Annibale Caracci mai realizzata, promossa dal Comune di Bologna e dal Comune di Roma e curata da Daniele Benati e Eugenio Riccomini, vanta un prestigioso comitato scientifico che si avvale dei più autorevoli studiosi dell’opera di Annibale. Saranno esposti circa 80 dipinti e 80 disegni, mentre alcuni filmati permetteranno di effettuare un percorso virtuale degli affreschi che l’artista ha realizzato in palazzo Fava e in palazzo Magnani a Bologna e in palazzo Farnese a Roma. Quest’ampia selezione di opere proviene per la maggior parte dai più importanti musei d’Italia e del mondo, quali il Louvre di Parigi, la Gemaeldegalerie di Dresda, la National Gallery di Londrta, il Museo del Prado di Madrid, la National Gallery di Edimburgo, il Metropolitan Museum di New York, la National Gallery di Washington, l’Ermitage di San Pietroburgo.

Annibale, la figura forse più affascinate e intraprendente dei tre Carracci, porta al più alto compimento la lezione del Rinascimento italiano, rielaborandola in uno stile di classica bellezza e perfezione. Il suo atto rivoluzionario sta nel realizzare in pittura un nuovo equilibrio, raggiunto attraverso lo studio dal vero e delle opere dei grandi maestri precedenti, da Correggio a Veronese, da Raffaello a Michelangelo. Basandosi sulla chiarezza del linguaggio pittorico e sulla concretezza nella resa dei personaggi e della natura, arriva così a superare lo stile sofisticato e complicato che caratterizza gli artisti del tardo manierismo. Contemporaneo al Caravaggio, che ha nei suoi confronti parole di grande stima, ne rappresenta la polarità opposta e complementare per la capacità di stabilire, in confronto all’apparente anarchia del Merisi, un rapporto di continuità con i maestri del Rinascimento italiano. Anche se talora i due artisti lavorano a Roma fianco a fianco, la loro diversa poetica condurrà i loro seguaci alla formazione dei due principali filoni stilistici della pittura italiana ed europea del XVII secolo.

Il percorso della mostra, diviso in sezioni tematiche e cronologiche, offre al visitatore la possibilità di calarsi nei problemi intellettuali e sociali dell’epoca, come il ruolo morale dell’artista e la funzione dell’opera d’arte in epoca di Controriforma: problemi che Annibale ebbe a sperimentare in prima persona, giungendo alla nevrosi che gli impedirà alla fine di dipingere e lo porterà alla morte. La sua produzione, estremamente varia, alterna scene di vita quotidiana, ritratti, soggetti mitologici, scene religiose e si esplica poi in una straordinaria serie di pale d’altare, sempre attentamente studiate sul vero. Alla grande Macelleria ora a Oxford, che può essere assunta a manifesto del moderno realismo, si affiancano così capolavori di diverso genere come la Deposizione della Pinacoteca di Parma, lo struggente Autoritratto con i famigliari della Pinacoteca di Brera a Milano, le atletiche Figure mitologiche del Museo di Capodimonte a Napoli o l’emozionante Pianto delle Marie della National Gallery di Londra. Per questi aspetti già Giulio Mancini lo lodava a pochi anni dalla morte come “pittore universale, sacro, profano, ridicolo, grave e vero pittore”.

Info:

Bologna, Museo Civico Archeologico , dal 22 settembre 2006 al 7 gennaio 2007
Roma, Chiostro del Bramante , dal 23 gennaio al 6 marzo 2007

 

 

 

 

Fonte:CulturalWeb