ALESSANDRIA.‘900. Cento anni di creatività in Piemonte.

Novi Ligure, Acqui Terme, Valenza e due sedi nel capoluogo ripercorrono, attraverso 250 opere di oltre 150 artisti, una stagione irripetibile che ha tracciato un solco indelebile nella storia dell’arte del XX secolo.

Il percorso espositivo si sviluppa da Pellizza da Volpedo a Giulio Paolini, da Angelo Morbelli, Medardo Rosso, Giacomo Balla, Carlo Carrà, Felice Casorati, fino a giungere a Michelangelo Pistoletto, Piero Gilardi, Aldo Mondino, Giuseppe Penone, Gilberto Zorio, e molti altri ancora.

Fino al 26 aprile 2009, Alessandria e la sua provincia celebrano la grande e irripetibile stagione dell’arte piemontese del Novecento. L’esposizione, dal titolo ‘900. Cento anni di creatività in Piemonte, è promossa dalla Società Palazzo del Monferrato e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, in collaborazione con il Comune di Alessandria, il Comune di Novi Ligure, il Comune di Acqui Terme, il Comune di Valenza, col contributo della Regione Piemonte, della Provincia di Alessandria, della Banca Popolare di Milano, ed è curata da Marisa Vescovo, in collaborazione con Giuliana Godio e Isa Caffarelli.
L’iniziativa abbraccia cinque sedi – Palazzo del Monferrato e Palazzo Cuttica ad Alessandria, il Museo dei Campionissimi a Novi Ligure, il Movicentro ad Acqui Terme e l’oratorio di San Bartolomeo a Valenza – e presenta 250 opere di oltre 150 artisti che hanno tracciato un solco indelebile nella storia dell’arte del XX secolo, sia nella pittura, che nella scultura, che nella grafica.
Ad Alessandria, la sezione allestita a Palazzo del Monferrato esplora la pittura piemontese del primo ‘900, da Morbelli a Pellizza da Volpedo, Carrà, Chessa, Casorati, mentre a Palazzo Cuttica sarà protagonista l’arte prodotta in provincia di Alessandria, in un percorso tra le pubbliche collezioni d’arte, da Bozzetti e Morando a Dina Bellotti, Fallini, Porta, Marchelli e Maddalena Sisto.
Al Museo dei Campionissimi di Novi Ligure, si troveranno le opere del secondo ‘900, da Spazzapan a Merz, Mastroianni, De Maria, Salvo.
Gli altri due segmenti testimoniano, al Movicentro di Acqui Terme, l’importanza del Piemonte nel campo della scultura e dell’installazione contemporanea (da Mainolfi a Grassino, Viale, Bolla, Todaro), e all’oratorio di San Bartolomeo di Valenza, in quello delle tempere, degli acquerelli e dei disegni (da Bistolfi a Pistoletto, Boetti, Cremona, Paulucci).
Infatti, il Piemonte, forse come nessuna altra regione italiana, ha visto crescere personalità che hanno dato impulso, per tutto il secolo scorso, a movimenti e correnti artistiche come il Divisionismo, il Futurismo, la Metafisica, il Novecento, l’Astrattismo, la Pop art, l’Arte povera e l’Arte concettuale.
Il percorso espositivo prende avvio alla fine dell’Ottocento, da Pellizza da Volpedo e dalla grande stagione divisionista e post-divisionista, con Angelo Morbelli, Medardo Rosso, Cesare Maggi, Matteo Olivero, Angelo Barabino, e prosegue con Giacomo Balla e Carlo Carrà, che hanno traghettato l’arte italiana dapprima verso il Futurismo, quindi alla Metafisica, a Novecento, all’astrattismo ottico percettivo.
Ma in Piemonte, dopo l’arcaismo di Carrà, ha trovato grande spazio, tra il 1910 e il 1940, il mondo di Felice Casorati, malinconico e crepuscolare, che passato dal florealismo a una forma di “anti-classicità” densa di simboli metafisici.
Al suo fianco ha assunto una ben precisa collocazione, fin dal 1929, il “Gruppo dei sei”, decisamente antinovecentista, composto da Gigi Chessa, Nicola Galante, Francesco Menzio, Carlo Levi, Enrico Paulucci, Jessie Bosswel, che contrapponevano al ritorno all’ordine, il “gusto dei primitivi” teorizzato da Lionello Venturi ed Edoardo Persico.
A Torino è nato, nel 1923, anche il “Secondo futurismo”, capitanato da Fillia, polemista e scrittore, fondatore, insieme a Pozzo, Djulgheroff, Farfa, il ‘Movimento futurista torinese’ e i ‘Sindacati artistici futuristi’.
In Piemonte, poi, hanno trovato terreno fertile anche identità isolate, ma interessanti, come Pietro Morando, Adriano Parisot, Paola Levi Montalcini, Umberto Mastroianni, e soprattutto la geniale personalità dell’architetto, fotografo, romanziere, designer, Carlo Mollino, che ha inciso un solco profondo per molti anni nell’arte piemontese. Tra gli architetti, non si può non ricordare la personalità dell’alessandrino Ignazio Gardella.
Dagli anni Cinquanta, fino ad oggi, il Piemonte è stato una fucina di movimenti e di singole identità che hanno avuto, e hanno tuttora, una valenza internazionale sia di mercato che di qualità e importanza, come l’Informale — con la pittura di Piero Ruggeri, Giacomo Soffiantino, Sergio Saroni e, in maniera autonoma e più utopica Pinot Gallizio — la forte presenza di Luigi Spazzapan e anche dello scultore Franco Garelli, ha segnato la discesa nella dimensione dell’esistenza psichica, ponendosi così contro il razionalismo astratto dilagante altrove.
In seguito, altri artisti hanno colto la possibilità di uscire dalla misura individuale imposta dall’Informale e hanno iniziato a rendersi conto dei rapporti fondamentali con l’ambiente fisico e sociologico. Nasce quindi un’arte di relazione, quale la Pop-art, con Piero Gilardi, Aldo Mondino, il primo Michelangelo Pistoletto, Ugo Nespolo.
L’ala più minimalista della pittura degli anni Settanta è stata quella delineata da Marco Gastini e Giorgio Griffa, mente Salvo inseguiva ante-litteram un citazionismo tutto mentale, insieme alle installazioni di Claudio Parmiggiani, e contemporaneamente a Luigi Mainolfi che portava il suo mondo fantastico all’interno di sculture di terracotta di grande fascino.
Tutto questo avveniva mentre Piero Fogliati inseguiva l’utopia di una “città fantastica” legando arte e scienza e Nicola De Maria rappresentava il lato pittorico-poetico della Transavanguardia.
Ma il Piemonte è stato protagonista anche negli anni Ottanta con Piero Bolla, Riccardo Cordero, Luigi Stoisa e Sergio Ragalzi, così come, tra il 1990 e il 2008 si presenta con artisti giovani che hanno raggiunto in breve una notorietà internazionale: Pierluigi Pusole, Daniele Galliano, Francesco Sena, per la pittura, Paolo Grassino, Mimmo Borrelli, Saverio Todaro, Fabio Viale, Nicola Bolla, Luisa Valentini, Enrica Borghi, Diego Scroppo, per la scultura, Monica Carocci, Giulia Caira, Botto & Bruno, Enzo Obiso, Marzia Migliora, per la fotografia.

La mostra si avvale per la promozione della collaborazione di Civita ed è accompagnata da un catalogo Silvana editoriale che presenta, oltre al testo della curatrice, un saggio critico di Maurizio Calvesi.

Info:
Sezioni ALESSANDRIA, Palazzo Monferrato (Via San Lorenzo 21)
Il Primo ‘900 (da Morbelli a Pellizza da Volpedo, Carrà, Chessa, Casorati)
 
ALESSANDRIA, Palazzo Cuttica (via Parma 1)
Alessandria oltre il Moderno. Un percorso tra le pubbliche collezioni d’arte e il contemporaneo (da Bozzetti e Morando a Dina Bellotti, Fallini, Porta, Marchelli e Maddalena Sisto).
 
NOVI LIGURE, Museo dei Campionissimi (viale dei Campionissimi 2)
Il Secondo ‘900 (da Spazzapan a Merz, Mastroianni, De Maria, Salvo)

ACQUI TERME, Movicentro (via Alessandria)
La scultura e l’installazione contemporanea (da Mainolfi a Grassino, Viale, Bolla, Todaro)

VALENZA, Oratorio di San Bartolomeo (piazza Lanza)
Le tempere, gli acquerelli e i disegni (da Bistolfi a Pistoletto, Boetti, Cremona, Paulucci).

Orari: Dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00. Chiuso lunedì.

Informazioni: Palazzo del Monferrato: numero verde 848 886622 – 199 199 111. 

Link: http://www.palazzodelmonferrato.it